I carri armati che sparano sul Parlamento ad Ankara, i jet che fanno fuoco sui civili, poliziotti che arrestano golpisti e militari cacciati dalla tv di Stato da una folta folla di cittadini lealisti. Nel frattempo i leader di Stati Uniti e Germania fanno sapere di sostenere il “governo democraticamente eletto“, mentre a tarda notte viene comunicato che l’aereo con a bordo il presidente –  dato in fuga per ore – è atterrato trionfalmente a Istanbul.  È quello che succede in Turchia dove è andato in onda un tentativo di colpo di Stato per rovesciare il presidente Recep Tayyip Erdoğan. Un golpe messo in campo da alcuni settori dell’esercito che hanno preso in ostaggio il loro capo di Stato maggiore al quartier generale delle forze armate. La tenuta dei golpisti, però, ha subito cominciato a vacillare: dopo poche ore, il ministro degli interni turco Efkan Ala ha dichiarato che il colpo di stato è stato “sventato” e i militari ribelli “sono stati arrestati”, mentre il premier Binali Yildirim annunciava che “la situazione è largamente sotto controllo”. Intorno alle tre di notte (ora locale) alcuni militari sono riusciti ad entrare nella sede della Cnn turca, obbligando la conduttrice a interrompere le trasmissioni: la situazione, insomma, è tutt’altro che “largamente sotto controllo”. 

Di sicuro c’è solo che, quando ancora tra Ankara e Istanbul si vivevano caotiche scene di guerra civile, i leader internazionali si erano espressi in favore di Erdogan. Sia gli Stati Uniti di Barack Obama che la Germania di Angela Merkel hanno annunciato – con dichiarazioni separate – di sostenere “il governo della Turchia democraticamente eletto“.  Molto simile il senso della dichiarazione della Nato, che si era schierata con Erdogan appellandosi al “pieno rispetto” delle istituzioni democratiche e alla costituzione turca.  

E dire che già alle ore 23 locali (22  in Italia) l’esercito aveva annunciato di “aver preso il potere in Turchia per ristabilire l’ordine democratico e la libertà e far rispettare i diritti umani”. Sempre i militari avevano fatto sapere che “gli accordi e gli impegni internazionali della Turchia” rimanevano validi. Le dichiarazioni dei golpisti sono state inviate ai principali media internazionali via mail e quindi non erano verificabili.  La notizia del colpo di Stato era stata confermata poco prima dal premier turco Yildirim. “Faremo tutto il possibile perché prevalga la democrazia. Il colpo di stato non riuscirà e i responsabili saranno puniti: le nostre forze useranno la forza contro la forza”, aveva detto il premier.

Il golpe era cominciato intorno alle ore 22 quando entrambi i ponti sul Bosforo a Istanbul sono stati chiusi, mentre i carri armati scendevano per le strade della città bloccando le vie di collegamento tra la parte asiatica e quella orientale della città. L’accesso all’aeroporto di Ataturk era stato subito bloccato dai carri armati: tutti i voli in partenza e in arrivo sono stati cancellati. Dopo un paio d’ore i militari hanno lasciato l’aeroporto sotto il controllo dei civili pro golpe. 

Colpi d’arma da fuoco sono stati sparati ad Ankara, mentre la città era continuamente sorvolata da jet ed elicotteri militari. Il dipartimento di polizia di Ankara ha richiamato in servizio tutto il personale, ma i golpisti hanno comunque assaltato la sede centrale di sicurezza di Ankara: almeno 17 poliziotti sarebbero stati uccisi. Il fuoco è stato aperto anche su civili che attraversavano il ponte sul Bosforo a Istanbul, mentre venivano ordinati raid aerei sul palazzo presidenziale: i carri armati  hanno esploso colpi contro il Parlamento, colpito anche da un ordigno che avrebbe causato alcuni feriti. 

L’esito del colpo di Stato ha cominciato a cambiare quando i tank dei golpisti hanno cominciato a scontrarsi con i civili e con i poliziotti fedeli al presidente. È stato a quel punto che le forze armate si sono spaccate: il capo della Marina militare Bostan Oglu, infatti, ha detto che “le forze sotto il suo controllo non aderiscono alla sollevazione”. Tra Ankara e Istanbul, in pratica, è cominciato il caos: proprio nella Capitale sono andati in onda nella notte scontri tra i militari lealisti e soldati che partecipavano al golpe.  Un jet è stato abbattuto da un aereo dei militari fedeli al presidente, mentre un colonnello e tre soldati che partecipavano al colpo di Stato sono stati arrestati dalla polizia all’aeroporto di Ataturk: in totale i golpisti arrestati sarebbero almeno una cinquantina. 

Nel frattempo si era aperto il giallo Erdogan, il presidente che era stato dato subito in fuga dalla Turchia: in un primo momento sembrava diretto verso la Germania, ma – secondo fonti militari Usa – Berlino avrebbe rifiutato di concedergli l’asilo. L’aereo presidenziale sembrava quindi essere diretto in Qatar, ma la notizia non ha trovato alcuna conferma. In precedenza Erdogan aveva parlato alla nazione attraverso Facetime. “Sono ancora il presidente della Turchia ed il Commander in chief: resistete al colpo di stato nelle piazze e negli aeroporti – aveva detto – Chiedo alla nostra gente, a tutto il mondo, di riempire le piazze del Paese per dare la risposta necessaria ai militari”.  

Centinaia di cittadini ancora fedeli a Erdogan si sono dunque  riversati in strada dopo l’appello del presidente, scontrandosi con le forze armate, che invece avevano invitato i civili a rimanere in casa. Il tentativo di colpo di Stato ha cominciato  a sgonfiarsi quando una folla di lealisti ha assaltato la sede della tv di Stato, dove i militari avevano fatto irruzione interrompendo le trasmissioni. I golpisti hanno dunque abbandonato gli studi della’emittente. Poco dopo, però, sono riusciti ad entrare nella sede della Cnn turca: si tratta della stessa tv che ha annunciato il ritorno di di Erdogan a Istanbul.  “Il golpe è stato sventato ma coloro che hanno pianificato questo colpo di Stato pagheranno duramente”, ha detto il presidente dopo il suo atterraggio all’aeroporto di Ataturk. Dove una folla di sostenitori si è recata per salutarlo, mentre un esplosione veniva udita proprio nello stesso scalo: come dire che il golpe sarà anche fallito, ma la situazione è tutt’altro che tranquilla. 

LA CRONACA DELLA NOTTE DEL TENATO COLPO DI STATO
(clicca qui per leggere l’ora per ora della giornata del 16 luglio)

Ore 3.50 – Erdogan: “Bombardato mio hotel” – Nel momento in cui è scoppiato il golpe “io mi trovavo a Marmaris”, sulla costa egea meridionale. “Dopo che sono partito, l’hanno bombardato. Hanno preso il mio segretario generale”, ha rivelato sempre il presidente turco Erdogan, dopo il suo ritorno a Istanbul.

Ore 3.40 – Erdogan: Sono accanto al popolo” – “Io sono accanto al mio popolo, non me ne vado da nessuna parte, siamo qui, siamo insieme e andremo avanti, non lasceremo il nostro Paese in mano a invasori e golpisti. Andrà tutto bene”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa dopo il suo arrivo a Istanbul. “Tutto il nostro popolo sta aspettando le conseguenze ricacceremo indietro i carri armati – ha continuato -Parliamo di un gruppo di traditori che hanno usato le stesse armi che la nazione gli ha affidato per la propria sicurezza”

Ore 3.15 – “Golpe opera di piccolo gruppo” – “Il golpe – ha continuato Erdogan – è stata opera di un piccolo gruppo all’interno dell’esercito, che ha usato dei blindati. Ho sentito che nelle forze armate ci sono dei contrasti, ma si tratta di un gruppo piccolo contro tutto il resto delle forze armate e delle forze di polizia”.

Ore 3.13 Erdogan: “Golpe sventato” –  “Coloro che hanno pianificato questo colpo di Stato pagheranno duramente”, ha detto il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan.

Ore 3.09 – Erdogan accolto da folla  – Il presidente turco Erdogan, appena atterrato a Istanbul, è stato salutato da una folla di sostenitori tra le vie della città prima di parlare in un intervento alla tv di Stato.

Ore 3.06 –  Esplosione ad aeroporto Ataturk – Una forte esplosione è stata udita all’aeroporto Kemal Ataturk di Istanbul. E’ quanto riporta Skynews citando testimoni sul posto. Allo scalo di Istanbul, pochi minuti fa è atterrato il presidente turco Erdogan.

Ore 2.55 – Arrestati 50 golpisti – Una cinquantina di soldati golpisti sono stati arrestati a Istanbul. L

Ore 2.49 –  Militari in sede Cnn Turchia – Un gruppo di militari è entrato nell’edificio del gruppo editoriale Dogan, di cui fa parte anche la Cnn Turk. Lo ha annunciato in diretta la conduttrice dell’emittente, principale gruppo editoriale indipendente del paese, prima di interrompere le trasmissioni.

Ore 2.31 – Folla pronta ad accogliere Erdogan – Una folla di persone si sta recando all’aeroporto Ataturk di Istanbul per accogliere il presidente Recep Tayyip Erdogan in arrivo nella città. Lo riferisce un testimone alla Bbc.

Ore 2.30 – Erdogan atterra a Istanbul -Il volo con a bordo il presidente turco Erdogan è atterrato a Istanbul. Lo ha annunciato il ministro della Difesa.(

Ore 2.20 – “Erdogan sta tornando in Turchia” – Secondo la Cnn turca, Erdogan sa ritornando a Istanbul.

Ore 2.16 – Tv torna a trasmettere – La Tv statale Trt è tornata a trasmettere. I militari, che ne avevano preso il controllo, hanno lasciato la sede dell’emittente statale dopo l’ingresso nell’edificio di una folta folla lealista.

Ore 2.15 – Bomba parlamento: 12 feriti” – Nell’attacco al Parlamento di Ankara vi sono diversi “morti e feriti”. Lo sottolinea il premier turco, Binali Yildirim. La Cnn Turk parla di almeno 12 feriti, di cui almeno due gravi, senza invece dare indicazioni sul numero delle vittime.

Ore 2.14  – “Situazione sotto controllo” – “La situazione è largamente sotto controllo” dopo il tentativo di golpe. Lo afferma il premier turco Binali Yildrim

Ore 2.12 –  “Golpe fallito” – Il ministro degli interni turco Efkan Ala ha dichiarato che il colpo di stato è stato “sventato” e i “golpisti sono stati arrestati”. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

Ore 2.10 – Esplosione Bosforo – Una forte esplosione è stata udita nei pressi del ponte sul Bosforo, sulla sponda europea di Istanbul. Lo rileva l’ANSA.

Ore 2.02 – Bomba in Parlamento: diversi feriti – Diversi ufficiali di polizia e dipendenti del parlamento turco sono rimasti feriti dal lancio di almeno una bomba contro la sede dell’assemblea. All’interno del parlamento, al momento, erano presenti diversi deputati, la maggior parte dei quali fedeli al presidente Erdogan. Lo riferiscono media turchi.

Ore 1.52  – Bomba contro parlamento – Un ordigno è stato lanciato contro la sede del parlamento turco ad Ankara. La notizia, riportata dall’agenzia statale Anadolu, viene confermata anche da alcuni deputati presenti all’interno nella struttura.

Ore 1.50 – 13 golpisti arrestati – Almeno 13 soldati sono stati arrestati mentre cercavano di entrare nel palazzo presidenziale di Erdogan ad Ankara. Lo riferisce l’agenzia statale Anadolu.

Ore 1.46 – Capo golpisti recentemente rimosso da stato maggiore – Sarebbe Muharrem Kose l’ufficiale considerato a capo del tentativo di colpo di stato in atto in Turchia. Lo riferisce l’agenzia Anadolu. Kose era stato recentemente rimosso dal suo incarico di consigliere del capo di stato maggiore turco.

Ore 1.45 – “Golpe sventato” – Il tentativo di golpe dei militari in Turchia è stato sventato. Lo sostengono fonti dell’intelligence turca (Mit), fedele al presidente Erdogan, citate dalla Cnn Turk.

Ore 1.41  – Merkel con Erdogan  – La Germania sostiene il governo della Turchia democraticamente eletto. Lo scrive su Twitter il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel sottolineando che “deve essere rispettato l’ordine democratico” in Turchia
Ore 1.32 – Scontri tra militari pro e contro golpe –
Ad Ankara sono in corso scontri tra i militari lealisti al presidente Erdogan e soldati che partecipano al golpe. Lo riferiscono diverse fonti sul posto. Nelle strade della capitale resta in vigore il coprifuoco.

Ore 1.26 –  Arrestati 4 militari golpisti – Un colonnello e tre soldati sono stati arrestati dalla polizia militare turca nei pressi dell’aeroporto Ataturk di Istanbul. Lo riferiscono media locali

Ore 1.24 – Marcia di sostenitori pro Erdogan a Istanbul – Sostenitori del presidente turco Recep Tayyip Erdogan sono scesi in piazza Taksim, a Istanbul, per protestare contro il colpo di Stato militare in Turchia. “Staremo fianco a fianco contro il golpe”, hanno detto alcuni manifestanti, ”non lasceremo andar via la democrazia così facilmente”, hanno aggiunto altri. Nel suo primo messaggio pubblico dopo il golpe Erdogan aveva inviato a manifestare contro il colpo di Stato.

Ore 1.19 – “Usa con governo eletto” –  Gli Stati Uniti sono con il governo democraticamente eletto in Turchia. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che il presidente americano, Barack Obama, ha parlato del colpo di stato in Turchia con John Kerry.

Ore 1.16 -“Pochi militari in colpo di Stato” –  I militari coinvolti nel tentativo di colpo di Stato rappresentano “un piccolo gruppo” e “non ci sono motivi di preoccupazione”. E’ quanto ha affermato il 1/o comandante dell’esercito Umit Dundar. Efkan Ala, ministro dell’Interno del governo turco, ha affermato invece che unità operative che rispondono al capo di Stato maggiore, le Forze armate turche e la polizia stanno rispondendo al tenativo di colpo di Stato. 

Ore 1.05 – Abbattuto jet dei golpisti – Un jet da combattimento dell’esercito turco ha abbattuto un elicottero usato dai golpisti. Lo ha riferito l’emittente turca Ntv

Ore 1.00  – 17 poliziotti uccisi da golpisti – Almeno 17 poliziotti sono rimasti uccisi nell’assalto compiuto dai militari contro la sede centrale della sicurezza ad Ankara. Lo riporta la Cnn Turk.

Ore 00.55 Tre feriti sul ponte Bosforo – Tre persone sono rimaste ferite quando hanno tentato di attraversare uno dei ponti sullo stretto del Bosforo a Istanbul. Anche ad Ankara gruppi di persone sono scese in strada per protestare contro i militari, che sono nelle strade con i carri armati. I media locali, tra cui l’agenzia Anadolu, hanno diffuso le immagini dei civili che urlano contro i cingolati, vi salgono sopra, inveiscono contro i militari.

Ore 00.50 – Erdogan in volo verso Qatar – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sarebbe in volo verso il Qatar via Teheran. Lo riportano i media arabi citando l’agenzia di stampa iraniana Irna. Il presidente turco avrebbe lasciato il Paese su un jet privato in seguito a un colpo di stato militare.

Ore 00.45 – Spente luci aeroporto Ataturk – Secondo quanto risulta al fattoquotidiano.it sono state spente tutte le luci dell’aeroporto di Ataturk: le persone presenti allo scalo stanno comunque bene.

Ore 00.38 – Forze armate spaccate – Si spaccano le forze armate turche di fronte al golpe. Il capo della Marina militare turco, Bostan Oglu, ha detto che “le forze sotto il suo controllo non aderiscono alla sollevazione”. Lo riporta la Cnn Turk.

Ore 00.31 -Erdogan verso Londra – Dopo il rifiuto della Germania, il presidente turco Erdogan starebbe volando verso Londra e punterebbe a chiedere l’asilo alla Gran Bretagna. Lo sostengono fonti militare americane citate dal Daily Beast.

Ore 00.26 – Tank sparano sul parlamento I carri armati dell’esercito hanno aperto il fuoco attorno al Parlamento turco.

Ore 00.24 – Sostenitori di Erdogan combattono contro i militari – Dopo l’appello di Erdogan a resistere e scendere in strada contro il golpisti, centinaia di turchi si sono riversati in alcune piazze di Istanbul e Ankara. Si registrano diversi scontri con gruppi che, invece, stanno sostenendo l’azione dei militari.

Ore 00.20 – Spari sul parlamento – Carri armati hanno aperto il fuoco nel perimetro del Parlamento turco ad Ankara e nei pressi dell’aeroporto di Istanbul. Lo rende noto l’emittente al-Arabiya.

Ore 00.16 – Spari e persone a terra sul ponte sul Bosforo 

Ore 00.15 – Aeroporto lasciato a civili pro golpe – I militari che avevano occupato l’aeroporto Ataturk di Istanbul stanno lasciando lo scalo. A sostituirli un gruppo di civili sostenitori del golpe. Lo riferisce la Cnn Turk. 

Ore 00.14 – Raid aereo contro sede polizia Ankara – E’ in corso un nuovo attacco da parte di aerei e elicotteri militari contro la sede centrale della sicurezza ad Ankara. Si tratta del secondo raid dopo quello che, circa un’ora fa, i militari avevano condotto contro le forze di polizia della capitale turca. 

Ore 00.13 – “Germania ha vietato atterraggio Erdogan” – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si sarebbe diretto in volo verso la Germania, ma le autorità tedesche non gli avrebbero concesso il diritto ad atterrare. Lo riporta l’emittente americana Msnbc citando fonti militari Usa.

Ore 00.10 – “Spari su palazzo presidenziale ad Ankara” – Colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro il complesso presidenziale ad Ankara. A sparare sono stati anche elicotteri militari secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni citati dall’agenzia Anadolu.

Ore 00.03 – Oscurata emittente pubblica – L’emittente pubblica turca Trt è stata oscurata, dopo che è stata letta la dichiarazione con cui i militari che hanno annunciato di aver preso il controllo del Paese e imposto coprifuoco e legge marziale.

Ore 00.01 – “Ambasciate turche sapevano” – Gli attaché militari delle ambasciate turche in tutto il mondo hanno ricevuto, circa mezz’ora prima che in Turchia scattassero i movimenti del golpe, un messaggio che li avvertiva che i militari avrebbero preso il potere. Lo riferiscono qualificate fonti diplomatiche europee, specificando che “questo è il segnale che si tratta di una operazione gestita dai massimi livelli delle forze armate.

Ore 23.55 – Ad Ankara scontri tra esercito e polizia – Sono in corso scontri ad Ankara tra l’esercito golpista e le forze della polizia fedeli al presidente Recep Tayyip Erdogan. Lo rende noto il corrispondente dell’emittente al-Jazeera spiegando tra l’altro che i militari golpisti hanno lanciato bombe a mano.

Ore 23.52 – Esplosione in tv di Stato – Una esplosione sarebbe stata udita all’interno dell’edificio che ospita la tv di Stato turca. Lo riporta Cnn Turk.

Ore 23.48  – Erdogan: “Scendete in strada – Sempre Erdogan: “Chiedo alla nostra gente, a tutto il mondo, di riempire le piazze del Paese per dare la risposta necessaria” ai militari che stanno tentando un colpo di Stato.

Ore 23.46 – “Erdogan chiede asilo in Germania: rifiutato” – Secondo fonti militari Usa Erdogan starebbe chiedendo asilo alla Germania. Secondo le ricostruzioni, all’aereo presidenziale sarebbe stato negato il permesso di atterrare all’aeroporto di Istanbul. L’aereo avrebbe poi fatto rotta fuori dalla Turchia.

Ore 23.42 “Rete gulenista ha responsabilità golpe” – Il presidente turcop Erdogan, parlando in diretta ad uno smartphone, ha imputato la responsabilità del colpo di Stato alla “rete gulenista”, ovvero del predicatore Fethullah Gülen. Erdogan ha inoltre affermato che il colpo di Stato è “opera di una minoranza” delle forze armate. Lo riportano la Cnn turca e il sito del Guardian.

Ora 23.40 – Golpe attuato da gran parte di esercito” –Il tentativo di colpo di Stato in Turchia coinvolge una parte sostanziale dell’esercito e “non solo pochi colonnelli”. È quanto riferisce a Reuters una fonte dell’Unione europea che sta seguendo gli eventi in corso in Turchia, che è Paese candidato all’adesione al blocco Ue.

Ore 23.35 – Erdogan: “Mi recherò ad Ankara” – Nel primo intervento pubblico dopo il colpo di Stato militare il presidente Erdogan ha annunciato: “Mi recherò ad Ankara”.

Ore 23.33 “Reagiremo con violenza” – La nostra nazione, mai e poi mai tollererà azioni contro la democrazia” e le autorità democraticamente elette risponderanno al tentato golpe anche “se ciò dovesse comportare dei morti”. Lo ha scritto su Twitter il premier turco, Binali Yldirim, sottolineando che alcuni importanti edifici dello Stato sono stati circondati dai militari.

Ore 23.31 – Erdogan: “Sono ancora io il presidente” – “Sono ancora il presidente della Turchia ed il Commander in chief: resistete al colpo di stato nelle piazze e negli aeroporti”. Così il presidente turco Erdogan spiegando di non ritenere “che il colpo di Stato avrà successo”

Ore 23.29 – “Siamo fermi in aeroporto, è tutto bloccato e tutti i voli sono stati cancellati”. Lo dice al fattoquotidiano.it Marco Possenti, tecnico di laboratorio dell’ospedale di Sulaimaniyah in Kurdistan, che si trova in questo momento all’aeroporto di Ataturk.

Ore 23.28 –  Spari a palazzo presidenziale – Sono stati uditi colpi di arma da fuoco  nei pressi del palazzo presidenziale.

Ore 23.27  – Tutti gli aeroporti chiusi – Tutti gli aeroporti della Turchia sono stati chiusi. Lo ha riportato l’emittente di stato Trt.

Ore 23.21 – Esercito: “Nuova costituzione prima possibile” – L’esercito turco ha annunciato alla tv di Stato Trt che, non appena sarà concluso il colpo di Stato, “una nuova Costituzione sarà preparata il prima possibile”

Ore 23.15 – Proclamata legge marziale –  L’esercito turco ha proclamato la legge marziale e il coprifuoco. E’ quanto riportano diversi media internazionali in merito al colpo di Stato in atto in Turchia

Ore 23.13 – Gentiloni: “Italiani in Turchia rimanete in casa” –Turchia seguo evolversi iniziativa militare con ambasciata. Unità di crisi contatta connazionali invitandoli a restare in casa”. Lo scrive il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, su Twitter.

Ore 23.11 – “Erdogan a breve in tv”- Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, dovrebbe comparire a breve in tv, dopo che l’esercito ha dichiarato di avere preso il controllo di tutta la Turchia e il premier Binaly Yildirim ha denunciato che è in corso un tentativo di colpo di Stato. Lo riporta giornale britannico Mirror

Ore 23.09 –  Tutti i voli cancellati – Tutti i voli all’aeroporto internazionale Ataturk, ad Istanbul, sono stati cancellati.

Ore 23.05 – Militari assaltano sede polizia – Soldati turchi avrebbero assaltato la sede centrale del dipartimento di polizia di Istanbul, intimando agli agenti di consegnare le armi. Lo riportano i media turchi, citando testimoni secondo cui si sarebbero sentiti spari nella zona.

Ore 22.59 Presidenza: “Attacco a democrazia” – “E’ un attacco alla democrazia turca. Un gruppo all’interno delle forze armate ha tentato di rovesciare un governo eletto democraticamente”. Così fonti della presidenza turca di Erdogan sul colpo di Stato in atto nel paese, secondo quanto riportato dal Guardian

Ore 22.55 – “Renzi segue sviluppi” – Matteo Renzi segue gli sviluppi della situazione in Turchia, in contatto con la Farnesina e con le capitali europee.