Lo aveva annunciato subito dopo la scarcerazione, sette mesi fa. “Il mio desiderio è quello di andare in Burundi a fare il volontario”, aveva detto Salvatore Cuffaro, l’ex governatore della Sicilia condannato in via definitiva a sette anni di carcere per favoreggiamento alla mafia nel gennaio 2011, tornato libero alla fine del dicembre 2015 dopo avere scontato quasi cinque anni di detenzione. In un primo momento, la data di partenza per il Paese africano era stata fissata per il maggio 2016: e adesso, con un ritardo di un paio di mesi, Cuffaro è davvero partito per il Burundi.

L’ex governatore condannato per mafia andrà a fare il medico volontario all’ospedale Cimbaye Sicilia, finanziato con i soldi del Fondo della Solidarietà ai tempi in cui era presidente della Regione. E per documentare la sua esperienza da volontario in Africa, l’ex leader dell’Udc ha anche aperto anche una profilo Instagram. La prima immagine postata dalla pagina, che si chiama “CuffaroBurundi“, raffigura l’ospedale in cui l’ex presidente – radiato dall’ordine dei medici dopo la condanna – andrà a  lavorare. La altre fotografie lo ritraggono invece con i biglietti in mano, nel momento della partenza, e insieme agli abitanti del luogo. Il visto dell’ex presidente scadrà a fine luglio: Cuffaro ha però spiegato che tornerà a quel punto in Italia per poi ripartire.

Appena nei giorni scorsi, l’ex senatore dell’Udc era stato oggetto di un’infuocata polemica politica. Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, anche lui esponente dell’Udc, aveva infatti deciso di non concedere la sala Mattarella di Palazzo dei Normanni per un dibattito sulle condizioni dei detenuti, durante il quale era previsto anche un intervento dello stesso Cuffaro. Il motivo? “La sua presenza – ha spiegato Ardizzone – sarebbe stata inopportuna“. Furiosa la replica di Saverio Romano, ex ministro dell’Agricoltura e storico delfino di Cuffaro: “Lei usa l’Ars come la lavatrice della sua coscienza”.