Il trionfo dello scorso anno contro Garbine Muguruza le era valso il record di giocatrice più anziana a vincere uno Slam nell’era Open. Serena Williams aveva 33 anni e 289 giorni. Dodici mesi dopo si ripresenta a Wimbledon per battere il suo stesso primato, ma soprattutto per ritrovarsi. Perché da quel giorno non è stata più la stessa. La semifinale persa agli US Open contro Roberta Vinci ha infranto il sogno del Grande Slam aprendo una crepa ancora non rimarginata. Finale persa all’Australian Open, idem al Roland Garros. Per la prima volta dal 2011 rischia di chiudere un anno solare senza la vittoria di uno dei quattro tornei più importanti al mondo. Le viene incontro l’erba londinese, dove ha battuto tutte in sei edizioni eleggendolo a suo appuntamento preferito assieme all’Australia. Dietro di lei si batteranno in tante, a cominciare proprio dalla spagnola dominata lo scorso anno in due set ma vittoriosa nel duello che le ha viste protagoniste a Parigi.

La strada verso il primo slam del 2016 inizia per Serena contro una qualificata, mentre al secondo incrocerà una tra Cristina McHale e Daniela Hantuchova. Ma è il terzo round che chiarirà il suo stato di forma, perché con ogni probabilità troverà una tra la britannica Heather Watson e Kiki Mladenovic (31). Giocatrici ostiche, così come potrebbe essere complicato il quarto di finale sotto il profilo psicologico. Se le teste di serie rispetteranno i pronostici, l’americana se la vedrà con Roberta Vinci, in una sorta di rivincita della semifinale newyorkese dello scorso settembre. Ricordi suggestivi che, visto lo stato di forma della tarantina, lasciano però marginali chance di bis. Anche perché il tabellone di Robertina, testa di serie numero 6, è pieno di insidie a partire dal primo turno, dove incontrerà Alison Riske, e con avversarie pericolose sull’erba come Pliskova e Vanderweghe, prima degli ottavi dove l’avversaria più accreditata è Timea Bacsinsky (11) che ha ben figurato al Roland Garros.

Non è meno complicato il cammino dell’avversaria numero uno della Williams. Muguruza, muro quasi impossibile da abbattere al primo turno per Camila Giorgi, ha sulla carta un ottavo complicato contro Samantha Stosur (14) e nei quarti potrebbe incontrare Venus, ottava testa di serie ma soprattutto pronta alla vendetta trasversale che spianerebbe la strada alla sorella. Dal lato della Williams, infatti, i rischi più grossi sono la terza testa di serie del tabellone, Agneszka Radwanska, e Belinda Bencic (7) che è però attesa da un possibile ottavo contro un’erbivora di prima fascia come Petra Kvitova, due volte campionessa a Wimbledon.

Detto della spagnola, nella parte bassa, la sfida a distanza in attesa dei quarti è quella tra Simona Halep e Angelique Kerber (4). La romena ha un cammino tutto sommato agevole fino al terzo turno dove incrocerebbe Kiki Bertens (26) prima di sfidare agli ottavi Madison Keys, finalista agli Internazionali di Roma. Sul suo cammino la numero 5 al mondo potrebbe incontrare Francesca Schiavone, attesa all’esordio dalla Sevastova, nel secondo turno. Gli ostacoli più impervi della Kerber, vincitrice degli Australian Open, si chiamano invece Irina-Camelia Begu (25) al terzo turno e in quello successivo Ana Ivanovic (23) o la ceca Pliskova (15). In un circuito femminile che dalla finale tutta azzurra degli US Open, non conosce più padrone, su un terreno insidioso come l’erba di Wimbledon rischiano di scivolare in tante.