Le banche centrali limiteranno le turbolenze sui mercati causate dalla Brexit, come hanno fatto negli anni della crisi, ma non si può chieder loro anche di ridurre la disoccupazione, spingere la crescita e tenere sotto controllo l’inflazione se i governi non fanno la loro parte. Si può sintetizzare così il discorso tenuto dal direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) James Caruana ai numeri uno delle banche centrali mondiali riuniti a Basilea per il Global economic meeting.

Il discorso di Caruana, che guida l’organizzazione nota come “banca centrale delle banche centrali”, si conclude non a caso con un paragrafo intitolato “in difesa dei banchieri centrali”. “L’indipendenza nei confini del loro mandato ha permesso alle banche centrali di agire con determinazione per far fronte alla crisi finanziaria”, ha legge. “Questa determinazione è stata cruciale in quel momento per indirizzare l’economia globale su un sentiero di ripresa. Ma lo straordinario carico imposto a queste istituzioni dalla crisi sta generando tensioni crescenti. I mercati e la pubblica opinione hanno aumentato la loro dipendenza e le loro aspettative su quello che le banche centrali possono fare. La lista dei desideri è diventata lunga: ristabilire la piena occupazione, assicurare crescita sostenuta, preservare la stabilità dei prezzi, garantire un sistema finanziario infallibile. Questo è un compito davvero difficile e le banche centrali da sole non possono riuscirci”.

“Le misure straordinarie assunte per stimolare l’economia mondiale in alcuni casi hanno messo in discussione i limiti entro i quali è legittimo che operi l’istituzione”, ha concluso Caruana. “La linea di separazione tra misure monetarie e misure di bilancio diventa sempre più indistinta“. Da qui l’appello: “Le banche centrali funzionano al meglio se possono concentrarsi sulla propria area di competenza ed eccellenza: il conseguimento della stabilità monetaria e finanziaria. Un maggior realismo e maggiore chiarezza su quello che le banche centrali possono e non possono ottenere le aiuterebbe a focalizzarsi su di esse”. Per questo serve “un quadro istituzionale più ampio, che distingua chiaramente tra le responsabilità delle banche centrali e quelle delle altre autorità. La politica monetaria deve lavorare fianco a fianco con politiche prudenziali, fiscali e strutturali come parte del ribilanciamento che auspichiamo”.

Parlando nello specifico dell’incertezza causata dalla Brexit, Caruana ha ricordato che “le banche centrali hanno già annunciato che stanno seguendo da vicino la situazione e sono preparate ad adottare le misure necessarie per garantire l’ordinato funzionamento dei mercati” durante un periodo di inevitabili aggiustamenti dovuto al fatto che “il Regno Unito è strettamente integrato nell’economia mondiale e ha uno dei più importanti centri finanziari del mondo”.