Il Regno Unito dice sì alla Brexit, addio Unione europea. Ma l’esito referendario a Gibilterra, dove il 95,9 per cento dei votanti ha scelto ‘Remain’, potrebbe cambiare il suo assetto politico. Perché il ministro degli esteri di Madrid José Manuel Garcia Margallo, all’indomani del risultato, decide di calvalcare un’antica rivendicazione, che risale alla cessione dell’enclave alla Gran Bretagna in virtù dal Trattato di Utrecht del 1713. E che si traduce nella proposta di una “cosovranità” di Londra e Madrid sul territorio a sud della penisola iberica. Ma questo sarebbe soltanto un periodo di transizione prima della vera e propria “restituzione alla Spagna” e fino a quel momento gli abitanti di Gibilterra potrebbero conservare la nazionalità britannica.

Dichiarazioni a seguito delle quali il presidente Rajoy ha chiesto “calma e serenità” anche alla comunità economica e ai cittadini spagnoli che lavorano nel territorio d’Oltremare britannico. La stragrande maggioranza dei suoi 30mila abitanti ha votato contro il Brexit e hanno partecipato al referendum l’84% degli aventi diritto. Già nei giorni scorsi il governo dell’enclave, che copre un’area di 6,8 chilometri quadrati ed è posta all’ingresso del Mediterraneo, aveva espresso preoccupazione in merito a una possibile vittoria del ‘Leave’. A rischio i settori finanziario, turistico e del gioco, visto che l’enclave è la patria di William Hill e Bwin.

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