Se mangio da cani in un ristorante so con chi prendermela. Con il cuoco e nel ristorante non ci torno più. Ma se continuano a crivellare Napoli di buchi per finire la metropolitana, a sbudellare il suo ventre antico, con chi me la prendo? Un cratere profondo una quarantina di metri a piazza Santa Maria degli Angeli sta facendo tremare la basilica pontificia, un gioiello della Napoli barocca, affreschi gravemente lesionati, un nastro rosso tra le colonne di un rarissimo e pregiatissimo marmo color azzurro mare, limita l’accesso ai fedeli. E sotto una pioggia di calcinacci non resta che invocare la giustizia divina. È servita a poco la lezione dello storico palazzo crollato, 3 anni fa, alla Riviera di Chiaia. Calcoli sbagliati, acque deviate, un sottosuolo che sembra un formaggio a gruviera. Con chi me la prendo? Con il sovrintendente di allora, con la giunta miopie di quegli anni? Negli anni a venire si sono inaugurate con lentezza da pachiderma le stazioni dell’arte, alcune bellissime, sono stati chiamati a collaborare artisti internazionali e nel 2014 la Cnn ha eletto la stazione Toledo come la più bella d’Europa.

Altre stazioni assolutamente inutili. Come quella del metrò di Santa Maria degli Angeli. Previsto un avveniristico tapis rulant che si snoda intorno a una galleria commerciale ma intanto sette negozi adiacenti alla piazza dopo aver respirato polvere e sfaciumi per dieci anni hanno già chiuso. Allora dicevamo, con chi me la prendo. Certo non con De Magistris, riconfermato sindaco, che quando nel dicembre del 1976 il sindaco Valenzi posò la prima pietra di anni ne aveva nove.

Mi ritrovo De Magistris vicino di palco al teatro San Carlo per la prima del balletto Giuletta e Romeo. Non voglio guastargli la Festa Europea della Musica (ndr il 21 giugno per chi legge). Eccellente produzione tutta made in Russia, accompagnata dall’orchestra e dal corpo di ballo del San Carlo, il teatro più antico del mondo. Calato il sipario, entrano in punta di piedi nel foyer Leonid Sarafanov e Olesja Novikova, interpretano Romeo e Giulietta, la storia dell’amore universale. Oh mamma come sono giovani, t-shirt e zainetto sulle spalle, dimostrano poco più di vent’anni, nessun aria da divismo. In realtà di anni ne hanno 33 e 34 e sono Romeo e Giulietta anche nella vita. Sposati, hanno 3 figli, l’ultimo ha sei mesi. L’étoile Olesja non si lascia neanche tentare da un babà a forma di Vesuvio deve correre in albergo ad allattare. Il babà lo mangiamo noi.

La mia maratona musicale era cominciata alla grande. Con una prevue della mostra fotografica allestita tra gli scavi di Pompei dedicata allo spettacolare concerto “Pink Floyd Live at Pompei” del 1971. Immagini iconografiche che hanno fatto la storia del rock psichedelico mixate con esplosioni di magma infuocato. Ancora un pugno emotivo dopo quasi mezzo secolo. Sembrano che abbiano inventato tutto loro. E mentre scrivo me le sono messe di sottofondo. Consiglio di fare lo stesso.

David Gilmour, a settanta anni e chioma tagliata, ritorna a suonare nell’anfiteatro di Pompei il 7 e 8 luglio. Biglietti esauritissimi, prezzo iniziale 300 euro, i bagarini già se li rivendono a duemila euro. Cambio genere e mi scapicollo al Giardino Romantico di Palazzo Reale a Napoli dove si esibisce il Coro di voci bianche del San Carlo poi al Teatro di Corte di palazzo reale trovo la migliore risposta a Gomorra ( leggi l’articolo precedente). Sono una quarantina di loro, dai 7 anni in su, tutti indossano con fierezza una t-shirt rossa con la scritta “Faccio parte dell’Orchestra Sinfonica dei quartieri Spagnoli”. Sono gli scugnizzi dei vicoli, alcuni di loro potevano fare gli scippatori o entrare nella malavita organizzata. Comunque guaglioni senza futuro o, quantomeno, molto incerto. Invece Enzo De Paola, presidente, insieme a Gino Paoli, togliendoli dalla strada, ha dato loro una chance. E così Maria ha salvato la madre che si stava impiccando, Pasqualino, detto la peste, non diventerà come il nonno, boss della banda del Buco. Mentre Tulio ha sostituito il silenzio del suo autismo con le note del violoncello. Tutti già invitati l’anno prossimo al Festival di Sanremo. Evviva.
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