E se si smettesse di “parcondicionare” (Riccardo Iacona dixit) temi di rilevanza scientifica e specifica con le storie di genitori con bambini affetti da malattie? La questione non è di poco conto se il tema riguarda la salute anzi, per meglio dire la non salute, della collettività a causa del pericolo di recrudescenza di malattie come difterite, meningite, vaiolo, varie ed eventuali. Tutto comincia dal match in corso tra antivaccinisti e informazioni: troppe, contraddittorie e rischiose. Sembra un paradosso ma così è secondo Andrea Grignolio, storico della medicina alla Sapienza di Roma, ricercatore della Université François Rabelais e autore del libro “Chi ha paura dei vaccini?” di Codice edizioni presentato nei giorni scorsi alla libreria Feltrinelli di Roma.

In duecento pagine viene trattato il delicato argomento delle vaccinazioni usando diverse e articolate griglie di interpretazione: scientifica, storica, metodologica statistica, ma soprattutto antropologica. Già perché il libro di Grignolio – prefazione del giornalista Riccardo Iacona – è uno strumento o se vogliamo un attrezzo non tanto del mestiere ma utile per comuni cittadini per addentrarsi nella giungla di un argomento tanto delicato. “È il primo libro che affronta il problema della resistenza sociale che induce a non vaccinare i bambini contro malattie potenzialmente letali” scrive l’epistemologo oltre che docente di bioetica Gilberto Corbellini nella sua postfazione.

Grignolio snocciola laicamente riferimenti di natura scientifica, dati, raffronti tra ricerche e ricostruisce la storia delle generali condizioni di sospetto nei confronti della scienza o peggio, della messa in discussione dell’autorevolezza di quanti sono portatori di competenze e conoscenze scientifiche. “Anche Internet ha contribuito – afferma Andrea Grignolio – permettendo a tutti di farsi le proprie opinioni in ogni campo, tra cui quello medico” diffondendo così strategie che sfiorano il dibattito da bar “il pericolo è che il confronto scontro, si sviluppi tra i punti di vista personali che contagiano i telespettatori”. Il limitarsi al “personalmente” quando si tratta di taluni argomenti è dunque molto rischioso, portando la gente a trincerarsi dietro le proprie opinioni pescate in rete o sui social tra chi la pensa come noi. “Capita che nei dibattiti televisivi uno scienziato o un vero esperto venga messo sullo stesso piano di persone che non hanno la minima idea di che cosa sia uno studio clinico controllato per valutare l’efficacia di una terapia farmacologica” prosegue Grignolio che tratteggia anche il profilo antropologico di chi oggi è più avverso alla cosiddetta “immunità di gregge” (o di comunità, di gruppo o di branco) che impedisce alle malattie infettive di diffondersi all’interno di una popolazione se una certa percentuale di individui (che varia dall’85 al 95 per cento) è stata vaccinata.

Il bacillo della contro-vaccinazione si è certamente irrobustito in seguito al contagio avvenuto con la vicenda inglese di Andrew Wakefield: smentito, condannato dalla comunità scientifica perché inaffidabile (oltre che per il suo gigantesco conflitto di interesse considerato che stava lavorando lui stesso a una ricerca sui vaccini) ma che nel frattempo ha fatto proseliti. La scrittura di Grignolio è pulita, i concetti semplificati ma non semplicistici riassunti in sei capitoli: “I genitori dei bambini non vaccinati”, “Breve storia dei movimenti antivaccinali”, “Le accuse ai vaccini presenti sul web: autismo, mercurio e sovraccarico immunologico”, “Come smascherare gli ‘esperti’ antivaccinali”, “Passato, presente e futuro dei vaccini” e infine “La cittadinanza attiva nella società della conoscenza”.

Per l’autore di Presa Diretta Riccardo Iacona – ancor più dopo il caso Stamina – è necessario un approccio giornalistico di “precisione oltre che di onestà” ma non solo, tanto da scrivere: “Quanto poco valga per le classi dirigenti italiane il pensiero scientifico lo dimostrano i tanti episodi in cui la politica ha fatto fatica a fare i conti con gli aspri dati della ricerca, e questo per non assumersi dei rischi con il proprio elettorato”. Andrea Grignolio nel suo libro illustra anche alcune regole: un esempio è nel  capitolo “Come smascherare gli ‘esperti’ antivaccinali” che cita: “secondo il ciarlatano la propria terapia innovativa è avversata dai poteri forti in particolare le multinazionali del farmaco che mirano a non curare i pazienti per trarre maggiori guadagni economici dalle malattie o, a seconda delle versioni, a escludere chi non è sotto il loro controllo finanziario”.

Insomma il match è entrato nel vivo anche se è opportuno tenere presente un concetto che ricorda Iacona: “In fondo scienziati e giornalisti hanno un campo narrativo che li accomuna: la ricerca della verità o, per meglio dire, di una verità alle condizioni storiche date”.

elisabetta.reguitti@ilfattoquotidiano.it