La vittoria che non ti aspetti, con l’Italia operaia di Antonio Conte che batte i talentuosi solisti del Belgio, scatena i sempre facilissimi entusiasmi in tv e sui social network. E se a condurre il dopopartita su RaiUno c’è il principe del patriottismo nazionalpopolare Flavio Insinna, tutto diventa “epico” e “storico”. Nel pessimo programma di Mamma Rai, basta una pur importante vittoria contro i belgi per far confezionare già i primi servizi “emozionali”: immagini del match con l’abusatissima Volare in sottofondo. Se va bene anche la seconda, il rischio è vedere le Frecce Tricolori volare in studio.

Insinna, ormai ufficialmente ribattezzato Mister Too Much, va addirittura oltre la solita overdose di entusiasmo gratuito e, quando Arrigo Sacchi ricorda banalmente che sì, il Belgio sarà anche una squadra piena di talenti, “ma non ha storia, e questo conta in tornei del genere”, lui parte per la tangente e cita scomoda nientemeno che il Vaticano e il Quirinale: “Il grande Arrigo ci piazza un argomento importante, che hanno usato anche Mattarella e Papa Francesco: ‘Senza radici non si può avere futuro’”. Per la serie levateje er vino.

Intanto, su Sky, complice il buonumore per l’esordio vittorioso, il capitano della Nazionale Gigi Buffon tuba in diretta con la compagna Ilaria D’Amico, che lo sfotte perché il portierone della Juve ha preso una schienata clamorosa provando ad appendersi sulla traversa dopo il fischio d’inizio: “Cosa volevi fare, esattamente? Cos’è questa roba?”, punzecchia la D’Amico. “Era un po’ di sana follia. Se non si è folli a 38 anni quando si può esserlo?”. E vai di grasse risate in studio. Piccioncini.

Dalle parti di Twitter, solita fucina di capolavori di ironia, c’è da segnalare il tweet del candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti. Più che una celebrazione della vittoria, trattasi di wishful thinking in vista dei ballottaggi: “A volte chi parte sfavorito alla fine vince! #BelgioItalia”. A volte, Robé. A volte.

In chiusura, torniamo per un attimo nell’incasinato studio de “Il Grande Match”. Momento social (perché ormai se non hai un momento social sei out): Insinna che fa? Legge da un tablet o da uno smartphone? Nossignore. Non siamo mica nel XXI secolo, nel buco spazio-temporale di viale Mazzini. Il buon Flavio sventola due fogli A4, con i tweet stampati. Non è il caso di aggiungere altro.

Anzi sì, perché in vena di esperimenti che da quelle parti magari reputano ipertecnologici, il conduttore romano si collega via Skype con gruppetti di italiani in giro per il mondo. Quello con l’Australia funziona ed è un trionfo di “Vi vogliamo bene!” e risposte tipo “Ciao mammaaaa!”. Con un gruppo di ragazzi che vivono ad Anversa va decisamente peggio. Le immagini arrivano, l’audio no. E alla fine, quando Insinna è costretto a chiudere il collegamento, un sussulto tecnologico arriva dal Belgio e si sente un chiarissimo: “Ma vaff…”. Ecco. Applausi.