22, 23 e 27 giugno. Sono le date delle tre prove della maturità 2016. Ma uno studente su sette non sa quando si svolgeranno gli scritti. Sono i dati che emergono da un sondaggio su Skuola.net su un campione di circa 1300 maturandi di licei, istituti tecnici e professionali. E più si indaga sul loro grado di conoscenza dell’esame, più la situazione peggiora, tanto che le tipologie della prima prova, il punteggio minimo per raggiungere la sufficienza negli scritti e nel colloquio orale sono solo alcuni dei punti che restano un mistero insoluto per troppi ragazzi, specie per quelli degli istituti professionali dove spesso sono in una percentuale superiore alla media a dare risposte sbagliate o incerte.

A conoscere con certezza il giorno del fischio di inizio della maturità 2016 è circa l’87% degli intervistati, mentre il restante 13% circa si divide tra date sbagliate o su cui traballa: circa il 3% dichiara di non conoscere con certezza la data della prima prova precisando di sapere solo che si svolgerà a metà giugno, il 7% circa invece ne indica una completamente sbagliata. Poco meno di un altro 3%, infine, dichiara di non avere idea di quando inizierà il suo esame.

La situazione non migliora quando si parla di voti e punteggi. Un maturando su 4 non sa quale voto corrisponda alla sufficienza nelle prove scritte e anche quello del colloquio orale provoca tantissimi dubbi: circa il 63% dei maturandi non sa che, per esempio, pur non esistendo un voto minimo al colloquio di maturità, per essere considerati sufficienti in questa prova bisogna ottenere un punteggio minimo di 20 punti. Addirittura, a pensare che la sufficienza alla prova orale sia fissata a 18, come quella di un esame universitario, è più di 1 studente di quinta su 2.

E i misteri per i maturandi non finiscono qui. Dal sondaggio è emerso pure che circa 1 su 3 nutre non pochi dubbi anche sulle tipologie della prima prova scritta che dovrà sostenere a breve: più di 1 su 10 non sa che potrà scegliere, fra le altre proposte, di poter svolgere il tema storico, mentre un altro 1 su 10 circa non si aspetta di poter fare i conti con quello di attualità. Peggio che mai, esiste persino un 7% di maturandi che quando si nominano le tipologie di prima prova non ha la più pallida idea di cosa si stia parlando, mentre per un piccolo 2% entrambi i temi, sia quello di attualità che quello storico, non esistono proprio nel primo scritto.

Se invece parliamo di seconda prova, è 1 maturando su 5 a non sapere che è il Ministero dell’Istruzione a scegliere le materie sulle quali ogni anno verte lo scritto di indirizzo, mentre per quanto riguarda la terza prova il mistero si infittisce ancora di più: 1 studente su 3 non sa che a scegliere materie e tracce è la sua stessa commissione d’esame. Chi pensa che parlando di tesina le cose migliorino, si sbaglia di grosso. In questo caso a non sapere che il lavoro finale non vale alcun punto ai fini del voto di maturità, è la quasi totalità dei maturandi, il 97%: circa il 23% è addirittura convinto che valga 10 punti, un altro 21% pensa invece che possa arrivare a farne guadagnare 5. Un più onesto 1 su 2 ammette di non averne la più pallida idea.

Pubblicate dal Ministero dell’Istruzione le commissioni d’esame, migliaia di maturandi si sono riversate sul web per capire con chi si troveranno a che fare. Migliaia sì, ma non tutti, tanto che il 16% ancora ha le idee confuse al riguardo e non sa bene come e da quanti insegnanti sarà composta la sua commissione d’esame.