Scomunicati per il delitto canonico di scisma. È la decisione presa da Papa Francesco che, attraverso un provvedimento della Congregazione per la dottrina della fede, ha messo fuori dalla Chiesa i fedeli del gruppo “Bambino Gesù” di Gallinaro, paesino della Valle di Comino, in Ciociaria. Un movimento nato dalle presunte apparizioni del Bambino Gesù a Giuseppina Norcia, morta nel 1989 a 49 anni, e alla quale era subentrato il genero, Samuele, che si era proclamato “erede spirituale” della sedicente veggente. Al di là delle eresie, appurate e sanzionate duramente dall’ex Sant’Uffizio, all’interno della setta negli ultimi anni sarebbe nato un vero e proprio impero con tanto di speculazioni edilizie e un giro di soldi alimentato dalle offerte di migliaia di pellegrini.

Dopo la morte della presunta veggente, infatti, secondo quanto riportato anche dalla stampa locale, a Gallinaro inizia la costruzione di un immobile destinato all’accoglienza dei fedeli. Se ne occupa la onlus “Casa Serena del Bambino Gesù” che fa riferimento agli eredi di Giuseppina Norcia. A finanziarla sono i gruppi di preghiera e i singoli fedeli che affluiscono a migliaia nel piccolo paesino della Ciociaria. Un giro di offerte, dal 2006 al 2012, che ammonterebbe a poco più di 300mila euro con la richiesta, da parte della setta, di poter accedere anche ai benefici del cinque per mille della dichiarazione dei redditi. Possibilità normalmente concessa a tutte le parrocchie ed enti ecclesiastici che lo chiedono. Le offerte, dunque, sarebbero arrivate anche dalle dichiarazioni dei redditi di 2.500 contribuenti, tutti benefattori abbastanza agiati, contravvenendo alle indicazioni della fondatrice che aveva fatto scrivere: “Non si accettano donazioni”. Soldi che sarebbero stati poi reinvestiti in operazioni che potrebbero essere oggetto di un’indagine della magistratura anche su richiesta della diocesi di Cassino-Pontecorvo-Aquino e Sora alla quale appartiene il movimento scomunicato da Bergoglio.

Proprio in un comunicato della curia di Sora, infatti, si legge che “il gruppo denominato ‘Bambino Gesù di Gallinaro’ o ‘Nuova Gerusalemme’ è impegnato a diffondere in diverse località dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri. A tale proposito si richiama la notificazione della curia diocesana in data 9 ottobre 2001 con la quale la diocesi prendeva le distanze da ogni coinvolgimento o approvazione del suddetto fenomeno religioso”. La diocesi di Sora evidenzia, inoltre, che “la posizione dottrinale di tale gruppo è dichiaratamente contraria alla fede cattolica, in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica. Tale gruppo pseudo-religioso in data 4 ottobre 2015 si è costituito come sedicente ‘chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme’. Tale gravissimo abuso, – sottolineano ancora i vertici della diocesi di Sora – sottoposto all’esame della Congregazione della dottrina della fede, competente in materia, richiede che tutti i fedeli siano informati sugli errori dottrinali di tale atto scismatico, e sulle conseguenze disciplinari canoniche che ne derivano”.

Per i vertici della diocesi di Sora, “al fine di salvaguardare l’integrità della fede, della comunione ecclesiale, e dell’azione pastorale della Chiesa a favore del popolo di Dio si rende noto che le iniziative della sedicente organizzazione pseudo-religiosa denominata ‘chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme’ sono in assoluta opposizione alla dottrina cattolica, e pertanto nulla hanno a che fare con la grazia della fede e della salvezza affidate da Gesù Cristo alla Chiesa fondata sulla salda roccia dell’apostolo Pietro”. La curia di Sora raccomanda, infine, “tutti i fedeli al dovere della vigilanza e del saggio discernimento per evitare ogni forma di coinvolgimento in tale movimento pseudo-religioso. Si rammenta che i fedeli che aderiscono alla suddetta sedicente ‘chiesa’ incorrono nella scomunica latae sententiae (ovvero automatica, ndr) per il delitto canonico di scisma”.

Twitter: @FrancescoGrana