Ne abbiamo parlato qualche giorno fa, in occasione dei maxi richiami negli Usa per Chrysler (4,3 milioni di auto) e Honda (4,5 milioni di auto). Ma la vicenda degli airbag difettosi della Takata si arricchisce ora di un nuovo capitolo. L’autorità per il traffico e la sicurezza americana NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), dopo aver diffuso il dettaglio dei 12 milioni di veicoli (compresi quelli di cui sopra) che verranno complessivamente richiamati, ha anche chiarito le modalità e il timing degli interventi. Che dipenderanno dalle condizioni climatiche, evidentemente una discriminante ritenuta importante nell’innescare i difetti dei dispositivi, delle zone in cui le auto con gli airbag difettosi sono state immatricolate.

Verranno richiamati per primi i mezzi, tra cui anche diverse motociclette, degli stati americani (ma non solo) in cui temperatura e umidità sono più elevate. Di questo, che è stato definito Gruppo A, fanno parte Alabama, California, Florida, Georgia, Hawaii, Louisiana, Mississippi, South Carolina, Texas, Puerto Rico, American Samoa, Guam, isole di Northern Mariana (Saipan) e Virgin Islands. Nel Gruppo B sono invece state inseriti Arizona, Arkansas, Delaware, District of Columbia, Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Maryland, Nebraska, Nevada, New Jersey, New Mexico, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Tennessee, Virginia e West Virginia.

C’è poi il Gruppo C, quello di cui fanno parte gli stati più freddi e dunque meno esposti ai difetti di gonfiaggio e rischio esplosione degli airbag: Alaska, Colorado, Connecticut, Idaho, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Montana, New Hampshire, New York, North Dakota, Oregon, Rhode Island, South Dakota, Utah, Vermont, Washington, Wisconsin e Wyoming.

Nel frattempo la Takata ha avviato in Giappone la procedura per la bancarotta, dovendo fronteggiare una mole enorme di contenziosi legali con relativi indennizzi. Solo in questa tornata di richiami, che come detto ammonta a 12 milioni di veicoli, oltre a Chrysler e Honda sono coinvolti anche altri marchi con diverse decine di migliaia di vetture come ad esempio Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru. E anche Ferrari: pare siano 2.800 le auto del Cavallino richiamate, secondo l’NHTSA. Si tratta di esemplari della California costruiti tra il 16 febbraio del 2009 e l’8 luglio del 2011, e di 458 Italia prodotti tra il 5 marzo 2010 e il 29 luglio 2011.