In un bel paese vicino Ascoli Piceno, sotto lo sguardo corrusco dei Monti Sibillini, Arquata del Tronto, la leggenda vuole che il locale castello (o meglio, una rocca che sarebbe servita per avvistare eventuali truppe nemiche in avvicinamento) sia infestato dai fantasmi. Sarà che ci dimorò d’estate, dal 1420 al 1435, la regina Giovanna II dAngiò, dopo essere stata incoronata dal pontefice Martino V: evidentemente vi si trovò così bene da non voler andarsene più da lì. C’è chi sostiene che fu lo stesso re (Giacomo di Borbone) a farla rinchiudere nella torre più alta del maniero, dopo averla dichiarata pazza perché macchiatasi più volte del “peccato” di lussuria.

Pare infatti che la regina di Napoli (dal 1414 alla sua scomparsa) fossa solita irretire i pastori della zona precettandoli nel suo “superattico” sulla torre, con la promessa di una notte di sfrenato piacere. Dalla qualità della prestazione carnale discendeva, però, il loro destino: e se il malcapitato pastorello faceva cilecca o non si guadagnava la sufficienza sotto le lenzuola, la spietata monarca lo dava in pasto ai lupi. Una nomea di “mantide rastrella-bei-popolani”, salvo poi disfarsene alla buona per non compromettere la sua chiara fama; una reputazione maudit che l’accompagnava evidentemente anche a Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino: in quest’altra location, Giovanna avrebbe fatto costruire una botola segreta dove i suoi amanti, esaudita la loro unica ed ultima missione, venivano gettati nel pozzo per la gioia dei mostri marini.

Ecco perché, in quel tempo, un coccodrillo leggendario guadò il Mediterraneo fin dall’Africa: per non perdersi le prelibatezze sempre garantite nei sotterranei della regina. Ma torniamo ad Arquata del Tronto, che vi consigliamo di visitare, magari il 19 agosto (giorno in cui si svolge un’apposita rievocazione storica). In parecchi, a distanza di secoli, passando da quelle parti odono strani rumori, percepiscono fosche presenze. Lamenti oscuri e sinistri riecheggiano dalla Rocca. Con lo spirito irrequieto che le appartenne, Giovanna abiterebbe ancora dentro quelle mura, sotto forma di fantasma.

Lo attestano anche le ultime rilevazioni a infrarossi fatte dalle più accreditate agenzie di “ghostbusters italiani”; lo confermano le esperienze dirette dei visitatori e delle stesse guide turistiche. Se vi capiterà di passeggiare, nelle notti d’estate, nelle vicinanze della Rocca di Arquata del Tronto potreste sentire richiami non umani. Quelli della regina Giovanna, assetata di vita, non rassegnata alla morte. Prossimamente, chissà, su Netflix o Hbo.

aggiornato da redazioneweb alle 19.57 del 30 maggio