“Il ‘Sì cosmico’ rischia di tirare un ‘No cosmico’, di farci dimenticare che stiamo parlando di Costituzione, che il governo non c’entra”. Pier Luigi Bersani torna a parlare di referendum costituzionale a poche ore dalla nuova polemica con la maggioranza renziana del Partito democratico. L’ex segretario Pd in un’intervista radiofonica il 25 maggio aveva spiegato di capire la ragioni di chi vuole votare no e aveva risposto con un “non sbaglia” al giornalista che gli chiedeva se fosse tentato lui stesso dal votare No. Il giorno dopo Bersani – arrivato a Bologna per sostenere il candidato sindaco Virginio Merola alla festa de l’Unità del quartiere Savena – prende di mira, pur senza mai nominarlo esplicitamente, Matteo Renzi: “Dice ‘mi dimetto’, Ma cosa ti dimetti? Non c’entra il governo. Io non alzo steccati e – prosegue – non metto paletti. Sto cercando, se posso, di dare un contributo perché si eviti di avere un nuovo senato sulle macerie di un campo democratico. Non so se è una preoccupazione solo mia”. L’ex segretario chiede poi che la questione della Costituzione non sia mischiata con i destini del governo: “Quando si è fatta questa nostra Costituzione – ha detto Bersani riferendosi agli anni della Costituente tra il 1946 e il 1947 – non è venuta male, perché non la si è ammucchiata con il tema del governo. Allora si ruppe il governo ma la Costituzione andò avanti”. Alla nuova richiesta di Bersani di rivedere l’Italicum e l’elezione di quello che sarà il nuovo Senato, Lorenzo Guerini, numero due di Renzi nel partito, aveva risposto che la legge elettorale non era in discussione. “Perché mettere le dita negli occhi a tanta gente che ha qualche obiezione su questa scelta?”, ha replicato Bresani