La ciliegina sulla torta dell’ennesima stagione trionfale, l’ultima spiaggia per salvare un’annata disastrosa. La finale di Coppa Italia è tutta una questione di punti di vista. E di tradizione, perché quando si incontrano Milan e Juventus non può essere mai una partita qualsiasi. In palio c’è da una parte la storica doppietta campionato-coppa, che in Italia non è mai riuscita a nessuno per due anni di fila; dall’altra l’ultimo treno per l’Europa, dove i rossoneri mancano già dal 2013. Restare ancora fuori significherebbe quasi scomparire dal panorama del calcio europeo, per chi è stato a lungo l’italiana più vincente e conosciuta nel mondo.

ALLEGRI: “GARA EQUILIBRATA” – La forza della disperazione milanista è forse l’unico valore che può rendere interessante ed equilibrata una sfida che altrimenti non avrebbe storia, almeno sulla carta. Abissale il distacco fra le due squadre in campo, ben quantificato dai 34 punti che le separano nella classifica dell’ultima Serie A. In conferenza stampa Allegri ha ricordato “l’organico di qualità” degli avversari, Bacca “che ha fatto tantissimi gol”, Bonaventura “che è diventato un giocatore importante”. Ma la realtà è che non si vede come questo Milan, ulteriormente involuto dopo l’esonero di Mihajlovic, possa impensierire i 5 volte campioni d’Italia. Nei precedenti stagionali i bianconeri hanno vinto due volte, 1-0 a Torino e 2-1 a San Siro. “Gare sempre equilibrate, lo sarà anche domani”, ha pronosticato il tecnico toscano, che tornerà ad affidarsi ai migliori. Con la sola eccezione di Neto in porta, niente turnover di coppa: davanti Dybala-Mandzukic, dietro Rugani al posto dell’infortunato Bonucci. Con qualche dubbio a centrocampo: “Secondo me la formazione non la indovinate”, ha scherzato Allegri, promettendo sorprese.

MILAN ALL’ULTIMA SPIAGGIA – Dall’altra parte c’è Brocchi, a cui forse neppure una vittoria garantirebbe la permanenza sulla panchina rossonera. Ai suoi chiede almeno per una sera “spirito, disponibilità al sacrificio, essere squadra” : “È l’ultimo appello per tutti di dimostrare qualcosa“. In casa rossonera ci si aggrappa al fatalismo e alle motivazioni: alla speranza che la Juve possa essere un po’ appagata (“ma abbiamo dimostrato che non siamo sazi”, ha già chiarito Chiellini). Al solito luogo comune che “nella partita secca, come nella vita, tutto è possibile”. Chissà se basterà per avere una finale vera.

SASSUOLO SPETTATORE INTERESSATO – Ma oltre a Juve e Milan c’è anche una terza squadra molto interessata alla finale: se allo stadio Olimpico si prevede il pubblico delle grandi occasioni (67mila spettatori, per 4 milioni di incasso) e i tifosi bianconeri e rossoneri saranno sintonizzati davanti alla tv, una città intera aspetterà l’esito del match in strada. A Sassuolo hanno allestito un maxi-schermo in piazza per seguire la partita che può regalare ai neroverdi una storica qualificazione in Europa League: dietro Inter e Fiorentina, il terzo posto in coppa spetterà alla vincitrice della Tim Cup. O nel caso di trionfo della Juve, adesso che il regolamento è cambiato, alla sesta classificata in campionato. Il Sassuolo del rossonero Squinzi, appunto. Certo, a quel punto l’Uefa potrebbe avere qualcosa da ridire sui conti degli emiliani, tenuti in piedi dalla sponsorizzazione Mapei: evidentemente fuori mercato (22 milioni di euro l’anno, la più alta della Serie A) e in apparente contrasto con la normativa del Fair-play finanziario. Ma prima c’è questa strana finale di Coppa Italia, piena di fascino e vuota di contenuti, che conta fino a un certo punto. Non sposterà molto per la Juventus, per cui “vincere è la normalità, questa è sola un’altra tappa del nostro ciclo”, come ha spiegato Allegri. Non salverà dal fallimento il Milan, che comunque vada dovrà cancellare tutto e ripartire da zero: “Vincere sarebbe stupendo, ma non potremo dire che la stagione sarà stata positiva”, ammette Brocchi. E per questo forse vale più per una piccola cittadina nel cuore dell’Emilia, che per le due finaliste.

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