La svolta decisa a settembre da Barack Obama è stata ratificata dal Senato: l’assemblea ha confermato la scelta dell’amministrazione di nominare il primo capo dell’Esercito apertamente gay. E’ Eric Fanning, 47 anni, la cui candidatura era rimasta a lungo in stallo a Capitol Hill. Gli Stati Uniti hanno revocato solo cinque anni fa la norma “don’t ask, don’t tell,” che proibiva, dai tempi dell’amministrazione di Bill Clinton, a militari gay e lesbiche di parlare apertamente del loro orientamento sessuale. Prima di allora i gay erano al bando delle Forze armate.

Fanning, la cui candidatura era rimasta a lungo in stallo a causa di una polemica su Guantanamo, è stato confermato per consenso dopo che il senatore repubblicano del Kansas Pat Roberts ha ottenuto dall’amministrazione Obama assicurazioni che nessun detenuto del carcere sarebbe stato trasferito a Fort Leavenworth, una prigione militare del suo Stato.

Il semaforo verde alla nomina di Fanning è stato salutato come una pietra miliare dalle organizzazioni gay: “E’ un momento storico, la dimostrazione che si sta continuando a fare progressi sul cammino dell’eguaglianza e della giustizia nelle nostre forze armate”, ha detto il presidente di Human Rights Campaign Chad Griffin.

Fanning è stato in passato vice segretario dell’Air Force, vice sottosegretario della Marina e all’Esercito si è occupato di gestione del personale. E’ stato anche capo di gabinetto del ministro della Difesa Ashton Carter. “Sono onorato della conferma e felice di tornare a guidare il team dell’esercito”, ha dichiarato in un comunicato.

Nato e cresciuto in Michigan, ex giornalista alla Cbs, Fanning è considerato un esperto che da oltre 25 anni si occupa dei problemi della Difesa. Nel nuovo ruolo affiancherà il generale Mark Milley, capo militare dell’esercito in un momento in cui gli effettivi dovrebbero ridursi entro il 2018 a 450mila, la dimensione più piccola dalla Seconda guerra mondiale.

La nomina di Fanning è l’ultima di una serie di azioni intraprese dall’amministrazione Obama per promuovere i diritti degli omosessuali e delle lesbiche nel governo federale. Il presidente ha anche nominato, tra l’altro, un inviato speciale, Randy Berry, per la protezione dei diritti dei gay nel mondo.