Non sono bastate le proteste parlamentari, la stangata dell’Antitrust, il parere dell’Anac di Raffaele Cantone. Il governo ha deciso nuovamente di prolungare i contratti per la pulizia e il decoro delle scuole pubbliche. In alcune Regioni, come Sicilia e Campania, risalgono a prima del 2012. Nelle altre, dove è stato fatto il bando Consip, sono il frutto di un appalto truccato. Ma invece di correre ai ripari e indire una nuova gara, arriva la proroga della proroga. Fino al 31 dicembre 2016.

LA PROROGA DELLA PROROGA – Parliamo dei servizi di pulizia e manutenzione degli istituti scolastici, una torta da 1,6 miliardi di euro in tutto il Paese. Per intenderci, gli stessi al centro del progetto “Scuole belle” lanciato da Matteo Renzi nel 2014, che secondo quanto svelato da ilfattoquotidiano.it aveva come primo scopo il reimpiego degli ex Lsu. La gara Consip che regola l’assegnazione dei lavori risale al 2012, ed è stata attivata nel novembre 2013. Non ovunque, però: in Sicilia e nelle province di Napoli e Salerno non è mai stata fatta, si va avanti ancora con i contratti stipulati in precedenza direttamente dagli istituti. Nell’agosto del 2015 un codicillo inserito all’ultimo momento nel testo de “La Buona scuola” aveva prorogato fino al 31 luglio 2016 l’affidamento dei servizi nelle regioni sprovviste di convenzione Consip. Adesso un comma dell’ultimo decreto scuola (lo stesso che estende a tutto il 2016 la durata del progetto “Scuole belle”) allunga il termine alla fine dell’anno. E visto che ci siamo, per “omogeneità” aggiunge anche una seconda proroga per la durata delle gare Consip, ormai arrivate in scadenza in varie Regioni.

LE ACCUSE DI ANTITRUST E ANAC – Peccato che nell’ultimo anno più di uno scandalo abbia travolto quella gara e i servizi di pulizia nelle scuole. L’Antitrust ha stabilito che il bando è stato truccato dai Consorzi, che avevano costituito un “cartello” per “restringere la concorrenza” e “condizionare gli esiti. Un illecito sanzionato con una multa record da 110 milioni di euro (di cui 56 milioni al Consorzio Nazionale Servizi e 48,5 a Manutencoop). L’Autorità Anticorruzione, interpellata dai parlamentari di Alternativa Libera, ha inoltrato una segnalazione alla Procura di Roma (su cui si attendono sviluppi), e ha inviato un durissimo parere alle Camere, in cui segnala “la necessità di un intervento urgente affinché la gestione dei servizi sia ricondotta nell’alveo delle ordinarie procedure di affidamento” e invita a “non ricorrere più, in futuro, a sistemi derogatori”. Tutto inutile. Giusto due mesi dopo la delibera dell’Anac, è arrivata la risposta del governo: l’ennesima proroga.

“ATTO GRAVISSIMO” – La situazione in Sicilia e Campania non è stata sanata, il nuovo bando Consip non è stato preparato. Così per far fronte ai lavori nel prossimo anno scolastico la soluzione è estendere fino al 31 dicembre 2016 i contratti in essere per tutte le Regioni, con o senza convenzione. “È gravissimo che il Governo faccia esattamente il contrario di quanto prescritto dall’Anac”, attacca Massimo Artini, deputato di Alternativa Libera. “Ricordiamoci che si tratta di una gara che l’Antitrust ha stabilito essere stata truccata”. Ma le proteste sono destinate a cadere nel vuoto, se la il testo verrà approvato anche alla Camera (il Senato ha già detto sì). La proroga, oltre Sicilia e Campania, interesserà anche sei lotti Consip, intanto arrivati a scadenza: Lazio (Frosinone e Latina, il primo a scadere a giugno), Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia e Trentino Alto-Adige, Friuli e Veneto, Puglia. Poi nel 2017 bisognerà trovare una nuova soluzione: tutti i lotti saranno allora scaduti e fuori legge. A meno che non arriva un’altra proroga. Non sarebbe certo una novità.

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