Niente gara per assegnare i lavori di pulizia e manutenzione nelle scuole. Per un altro anno continueranno a farli le cooperative aggiudicatarie dell’ultimo bando disponibile. Anche se in alcune regioni (come la Sicilia, o parte della Campania) è precedente al 2013. Anche se l’Antitrust ha già sollevato diverse obiezioni su tali assegnazioni. “Anche se”, ha denunciato in Parlamento dalla deputata Mara Mucci, ex M5S e ora in Alternativa Libera, “tra i beneficiari c’è il Consorzio Nazionale Servizi, coinvolto nell’inchiesta di Mafia Capitale e commissariato dall’Autorità anticorruzione a causa di due appalti gestiti da alcune ditte delle oltre sue 200 associate”. Fra queste infatti c’è anche la “famigerata” Cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi, che del Cns era pure membro del consiglio di sorveglianza. Senza dimenticare Manutencoop, la coop rossa il cui presidente Claudio Levorato è plurindagato (dal caso degli appalti di Expo a quelli dell’Asl di Brindisi).

È uno dei provvedimenti accessori della riforma della scuola approvata giovedì 9 luglio in via definitiva dalla Camera, e l’onorevole Mucci attacca il governo: “Così non c’è né concorrenza né trasparenza”, ha commentato la parlamentare a ilfattoquotidiano.it. “Avevamo chiesto di introdurre un termine di 90 giorni per bandire una nuova gara e verificare la situazione del Consorzio”, spiega l’onorevole. “Il governo si è limitato ad accogliere un nostro ordine del giorno, andando avanti per la sua strada. Per il momento la proroga resta, non ci sarà nessun bando. E, nonostante l’Antitrust, le inchieste e l’Anticorruzione, le aggiudicatarie continueranno a fare i lavori”. Il vicepresidente del Cns Angelo Tuzza però, interpellato da ilfattoquotidiano.it, difende il Consorzio: “Sono episodi gravi ma che non ci toccano direttamente. La nostra è una realtà pulita: non si può mettere tutto in discussione per due contratti”.

LA NORMA “NASCOSTA” NEL DDL SCUOLA
A stabilire le proroghe è il comma 174 del maxi-emendamento preparato dal governo e votato dal Senato a fine giugno. Il testo prevede che, per consentire la regolare attività nell’anno scolastico 2015-2016, i servizi di pulizia siano affidati alle imprese che hanno stipulato la convenzione-quadro Consip; mentre, nei territori in cui non è disponibile (la Sicilia e le province di Napoli e Salerno, dove la procedura non si è completata causa contenziosi), “le scuole provvedono all’acquisto dei medesimi servizi dai raggruppamenti e dalle imprese che li assicuravano al 31 marzo 2014”. Una proroga nel primo caso, una proroga della proroga nel secondo. Fino al 31 luglio 2016, che significa in certi casi tre anni di lavori (finanziati da soldi pubblici) senza gara.

I LAVORI ALLA COOP DI MAFIA CAPITALE
A beneficiarne quindi, saranno le ditte che si sono aggiudicate i lotti dell’ultima gara, con attivazione fra novembre 2013 e febbraio 2015. Manutencoop Facility Management in Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia-Giulia. Dussmann Service in Puglia e Toscana. Team Service in Calabria e Basilicata, Ma.Ca.srl nelle province di Frosinone e Latina. E soprattutto il Consorzio Nazionale Servizi (Cns) in Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise. Questo consorzio di coop, che ha portato a casa appalti in ben nove regioni diverse per un totale di 415 milioni di euro, è però finita al centro dell’inchiesta di Mafia Capitale. Ed è stata commissariata con decreto del Prefetto di Roma lo scorso 23 gennaio. Ed è su questo punto che ha puntato il dito la deputata di Alternativa Libera: “Era opportuno prorogare i lavori a una ditta al centro di un’inchiesta così grave e già commissariata?”, si chiede.

Nelle indagini, infatti, sono finiti due appalti del Comune di Roma per la raccolta di multimateriale, foglie e rifiuti, acquisiti in modo illecito “in modo palese e incontrovertibile”: negli atti firmati dall’allora capo della prefettura Giuseppe Pecoraro, si parla di “sistematica, reiterata e organizzata attività di corruzione finalizzata a condizionare l’acquisizione delle commesse”. Anche grazie all’operato di Salvatore Buzzi, uomo chiave dell’inchiesta, che rivestiva una “posizione qualificata all’interno del Consorzio, sia sul piano formale (con il ruolo di consigliere di sorveglianza dal 23 giugno 2011), sia “in termini di concreta influenza nelle scelte gestionali”. Non a caso, per l’esecuzione dei contratti stipulati con quegli appalti, il Cns si è avvalso di alcune sue associate: fra cui figura, insieme alla Cosp Tecno Service e al Consorzio Formula Ambiente, anche la 29 giugno (Cooperativa sociale presieduta da Buzzi). “Tutto questo non è bastato a far riflettere il governo”, attacca la Mucci. “È vero che il Consorzio è stato commissariato, ma l’amministratore straordinario sostituirà gli organi sociali soltanto per le attività connesse agli appalti da cui trae origine la misura. Non gli altri, non quelli che riguardano le scuole e che sono oggetto della proroga che noi contestiamo”.

LA DIFESA DEL CNS: “NOI REALTÀ PULITA”
Il vicepresidente Angelo Tuzza, però, spiega a ilfattoquotidiano.it perché l’inchiesta e il provvedimento dell’Anticorruzione non toccano direttamente il Consorzio, e un’esclusione dai lavori nelle scuole sarebbe stata immotivata: “Siamo una realtà con una forza lavoro di 110mila persone e che conta oltre 200 società associate. I due contratti Ama rappresentano un valore minimo per il nostro portafoglio, che conta migliaia di appalti. Si tratta di un episodio grave, ma che non tocca direttamente il Consorzio: le ditte che li gestivano sono state subito poste in amministrazione giudiziaria”. Certo, Buzzi aveva anche un ruolo di vertice nel consiglio di sorveglianza del Cns: “E per questo c’è grande imbarazzo”, ammette Tuzza. “Ma è difficile controllare tutti gli appalti e i movimenti di oltre duecento affiliate. Il giorno dopo la notifica dell’indagine è stato estromesso, e oggi al suo posto siedono gli amministratori giudiziari. Il Consorzio è una realtà positiva e pulita. Non si può mettere tutto in discussione per due contratti”.

PULIZIA E PICCOLA MANUTENZIONE
I lavori in questione sono quelli di pulizia e piccola manutenzione effettuati quotidianamente negli istituti del Paese. Gli stessi per cui il governo Renzi mesi fa aveva lanciato il piano “Scuole belle”, che un’inchiesta de ilfattoquotidiano.it aveva rivelato essere stato concepito per dare lavoro agli ex Lsu. Le imprese che hanno stipulato la convenzione (per altro con un forte ribasso che ha messo a rischio i livelli occupazionali) impiegano migliaia di lavoratori socialmente utili (circa 21mila, oltre il 50% nelle regioni del Sud), a cui vengono esternalizzati molti servizi di pulizia. E fra queste la più importante in tutto il Paese è proprio il Cns.

L’ALLARME ANTITRUST INASCOLTATO DAL GOVERNO
Per altro, sull’assegnazione dei lavori a queste ditte (e non solo al Consorzio) aveva già sollevato obiezioni l’Antitrust: lo scorso ottobre l’autorità garante ha aperto un’istruttoria per verificare se le imprese aggiudicatarie abbiano posto in essere un’intesa sulla partecipazione alla gara Consip per spartirsi i lotti senza un “effettivo confronto competitivo”. L’indagine è ancora in corso e si concluderà entro dicembre 2015. Per tutta risposta, il governo ha deciso di confermare loro i lavori per un anno in più. Ignorando anche le denunce che sono arrivate in Parlamento da parte di Alternativa Libera. Un altro degli effetti de “La buona scuola”.

Twitter: @lVendemiale