Lo strappo finale tra il Movimento 5 stelle e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti era previsto da mesi, ma non per questo ha fatto meno male tra parlamentari e attivisti. Il primo cittadino è la figura più controversa del M5s: in rottura da sempre, voce costantemente critica, ma anche molto stimata. Per qualcuno il suo allontanamento è una liberazione, ma per molti un segnale d’allarme. A decine, raccontano da Parma, i messaggi di solidarietà che sono arrivati da Roma per difendere il primo cittadino. E non solo di attivisti. L’unica a esporsi è stata la senatrice grillina Elisa Bulgarelli: “Oggi il partito 5 stelle esulta, il M5S muore un altro po’. Io sto nel M5S e rifiuto il Partito. Il Non Statuto rifiuta il partito”.

I timidi (come sempre) malumori sono stati espressi soprattutto nelle chat tra parlamentari. In molti, tranne naturalmente il direttorio, erano all’oscuro della scomunica e dopo che hanno visto il post del blog di Beppe Grillo non hanno nascosto le loro perplessità. Soprattutto alla luce del paragone con il caso di Livorno dove il sindaco grillino è indagato, ma viene difeso dai vertici. Gli unici compatti a difendere la scelta i deputati Alessandro Di Battista e Carlo Sibilia. Come ricostruito dall’agenzia Adnkronos, se qualche voce isolata polemizza in chat, altri chiedono informazioni, tecnicismi, per comprendere se giuridicamente ci siano differenze tra i due avvisi di garanzia che hanno raggiunto i sindaci 5 Stelle. “Nessuno però si espone più di tanto – racconta una deputata – ormai si ha timore, si è persa la schiettezza di un tempo: c’è la paranoia di essere tacciati come dissidenti”.

Nessuna reazione dal vicepresidente della Camera e leader quasi designato Luigi Di Maio, impegnato all’estero (oggi è a Berlino) con il comitato del Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione di Montecitorio. Proprio il deputato, che è anche responsabile dei rapporti con gli Enti locali per il M5s, è stato messo sotto accusa da Pizzarotti: “Ha delle responsabilità, non mi ha mai chiamato”, ha detto in conferenza stampa.

Sotto accusa c’è la decisione del sindaco di Parma di non aver rivelato dell’avviso di garanzia che aveva ricevuto da almeno due mesi. A condannarlo c’è anche proprio il collega di Livorno Nogarin: “Grave errore nascondere l’indagine”, ha scritto su Twitter, “la trasparenza è la stella polare del Movimento”. A prendere invece le difese pubblicamente di Pizzarotti è stato il sindaco grillino di Pomezia Fabio Fucci: “Sapete cosa è successo?”, ha scritto su Facebook. “Anche io ho ricevuto un avviso di garanzia ma è già tutto archiviato. Chissà come mai nessuno ne ha parlato prima. Pensate che disastro se mi fossi dimesso per un avviso di garanzia basato su accuse inconsistenti e reati inesistenti”. E poi ha concluso: “Noi sindaci del Movimento siamo sindaci di frontiera ci vuole coraggio ad amministrare città che il Pd ed altri hanno devastato. A noi del Movimento 5 Stelle spetta il compito di risollevare le città dalle macerie. Sapete qual è il bello? Che ci riusciamo. Un abbraccio a Federico Pizzarotti e Filippo Nogarin sindaco di Livorno. Conosco le difficoltà che affrontate quotidianamente ed apprezzo i risultati che state conseguendo”, conclude il primo cittadino”.