Il tiro alla fune lungo anni tra il Movimento 5 stelle e Federico Pizzarotti è finito con una sospensione. Dopo la notizia dell’avviso di garanzia per la nomine del Teatro cittadino, per il sindaco più amato e odiato del M5s c’è stato poco da fare. Sono bastate 24 ore e alle difese d’ufficio per trattarlo al pari dell’altro indagato grillino Filippo Nogarin, si è sostituito il tanto atteso (c’è chi mitizza che fosse pronto da mesi) post di rottura. L’accusa del blog di Grillo: “Solo ieri si è avuto notizia a mezzo stampa dell’avviso di garanzia ricevuto, ma il sindaco ne era al corrente da mesi”. E poi: “Gli abbiamo chiesto i documenti e non ce li ha mai inviati: la trasparenza è il primo dovere”. Lui ha replicato su Facebook pubblicando lo scambio di mail delle scorse ore con lo staff in cui si rifiutava di rispondere via posta elettronica (l’incipit che farà storia è “Gentilissimo anonimo staff”) e chiedeva di essere chiamato direttamente “dal responsabile enti locali Luigi Di Maio“.

Più tardi in conferenza stampa il primo cittadino ha accusato direttamente i vertici M5s: “Mi aspetto scuse e chiarimenti dal direttorio. Non mi sembra il comportamento adeguato per una forza che aspira al governo. Sono stati irresponsabili”. E, a sostegno della tesi secondo cui avrebbe provato da autunno scorso ad avere contatti con i vertici, il sindaco ha pubblicato i messaggi a Di Maio e Roberto Fico (questi in particolare inviati quasi quotidianamente da una consigliera) che non hanno mai avuto risposta. “Mi dispiace dover arrivare a questo punto”, ha scritto su Facebook. “Chi mi conosce sa che non è nel mio stile. Se prima si fosse accettato un confronto che ritengo ovvio e basilare per un gruppo politico, e non avessi ricevuto un trattamento simile, tutto questo sarebbe rimasto fra quattro mura e saremmo usciti da questa vicenda più forti di prima”.

A far scattare la sospensione è stata la notizia pubblicata solo ieri dalla Gazzetta di Parma sull’iscrizione nel registro degli indagati del primo cittadino per la vicende delle nomine del Teatro Regio. La procura ha confermato che Pizzarotti era stato informato nella seconda metà di febbraio. Il direttorio e lo staff hanno invece scoperto la faccenda leggendo i giornali e il ritardo ha aumentato i malumori tra le parti che da mesi non si parlano. Intanto oggi nel Movimento è grande la sorpresa: Pizzarotti è un personaggio scomodo, ma anche molto stimato. E soprattutto viene allontanato mentre il collega di Livorno Nogarin, indagato per la vicenda dell’azienda dei rifiuti, è difeso a spada tratta dal direttorio. Proprio lui su Twitter condanna quello che fino a poco tempo fa era un amico: “Grave errore nascondere l’avviso di garanzia”. Intanto non mancano messaggi di solidarietà da Roma di “portavoce” che non condividono la scelta. Una sola senatrice ha deciso di esporsi, l’emiliana Elisa Bulgarelli: “Oggi il Movimento è morto un po’”.


La difesa di Pizzarotti – “Io non ho detto ‘non do i documenti'”, si è difeso Pizzarotti in una conferenza stampa in comune convocata dopo poche ore dal post, “ho detto allo staff, venite qui e qualificatevi. Li abbiamo cercati per mesi. Io mi aspetto scuse e chiarimenti da parte del direttorio che si è dimostrato irresponsabile nella conduzione del movimento. Ci vuole rispetto delle persone, si deve poter essere chiamati e avere un confronto”. E ha poi accusato i vertici M5s: “Non mi sembra un comportamento adeguato per una forza che aspira al governo. Ho perso la fiducia in alcune persone del Movimento, ma non nei valori che lo hanno ispirato”. Il primo cittadino ha anche accusato direttamente Di Maio: “Io penso che una responsabilità ce l’abbia. Non ha mai voluto fissare nemmeno un appuntamento”. Pizzarotti ha messo anche sotto accusa le modalità di comunicazione della sospensione: “Mi è stata mandata una mail alle 14.57 e alle 15.01 c’era già il post. Penso che il diritto di replica lo si dia a tutti. Pubblicare un post 4 minuti dopo mi sembra assurdo”. Il sindaco di Parma accusa anche i vertici di aver usato un peso e due misure per lui e il primo cittadino di Livorno Nogarin. Il collega toscano è stato difeso dal direttorio e dai parlamentari M5s. “Su Nogarin c’è stato un tipo di comportamento, sul mio caso un comportamento diametralmente opposto”, ha detto.

 

13165881_1074841142589368_3526988370351138139_n

L’annuncio della sospensione sul blog – Lo staff dopo una notte di riflessione ha deciso di sospendere il sindaco di Parma dal Movimento. Una scelta complessa perché, in piena campagna elettorale per le amministrative, può creare problemi per la situazione parallela del sindaco M5s Nogarin. Quest’ultimo è indagato per bancarotta pre-fallimentare nella vicenda dell’azienda rifiuti locale e per il momento viene difeso dai vertici: lui, è il ragionamento, ha condiviso tutte le mosse con lo staff e ha avvisato per tempo della sua situazione. La sospensione dal Movimento è già stata utilizzata una volta per l’ex consigliere regionale dell’Emilia Andrea De Franceschi, dopo l’indagine della Corte dei conti su due contratti: il “portavoce” si appellò al Tar, vinse e venne reintegrato nel Movimento (salvo essere poi espulso dopo la condanna dei giudici contabili in un altro filone d’indagine). La decisione di sospendere Pizzarotti è stato un modo per prendere tempo: da una parte se avesse accettato in silenzio la decisione, si sarebbe poi potuta valutare una reintegrazione. Ma i rapporti sembrano ormai talmente logorati che è impossibile tornare indietro. Un altro caso di riferimento è quello di Quarto: anche lì la sindaca Rosa Capuozzo è stata prima sospesa con invito a dimettersi e poi espulsa dopo che non ha rispettato le richieste.

Dai vertici hanno motivato così la procedura: “La trasparenza è il primo dovere degli amministratori”, si legge sul blog, “e dei portavoce del Movimento 5 Stelle. Solo ieri si è avuto notizia a mezzo stampa dell’avviso di garanzia ricevuto, ma il sindaco ne era al corrente da mesi”. Il blog di Grillo attacca Pizzarotti di non aver voluto consegnare l’avviso di garanzia allo staff: “Nonostante la richiesta, inoltrata da ieri e a più riprese, di avere copia dell’avviso di garanzia e di tutti i documenti connessi alla vicenda per chiudere l’istruttoria avviata in ossequio al principio di trasparenza e già utilizzato in casi simili o analoghi, non è giunto alcun documento. Preso atto della totale mancanza di trasparenza in corso da mesi, nell’impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l’onorabilità del Movimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione. Non si attendono le sentenze per dare un giudizio politico“.

Le mail tra Pizzarotti e lo staff M5s – Pizzarotti come prima reazione alla sospensione ha pubblicato lo scambio di mail avuto con lo staff M5s. Nel testo che è stato spedito ieri sera, alle 18:31, al sindaco di Parma si legge: “Gentile Federico Pizzarotti, abbiamo appreso la notizia da fonti di stampa che saresti indagato per il reato di concorso in abuso d’ufficio connesso ad alcune nomine fatto al Teatro Regio. Come per tutti gli altri casi che ci hanno interessato siamo qui a chiederti la cortese trasmissione di copia dell’avviso di garanzia ricevuto e di tutti i documenti connessi alla vicenda che ti contesta la procura di Parma”. Pizzarotti ha risposto poco dopo chiedendo invece una telefonata di Di Maio per chiarire la posizione: “Gentilissimo anonimo staff, forse vi siete dimenticati che sono un sindaco eletto, e pubblico ufficiale, e ad una email anonima non fornisco nessun documento. Soprattutto per un indagine in corso che coinvolge me, altri membri del cda, e una fondazione”. Sempre nella mail il sindaco ha ricordato di aver provato più volte a contattare i vertici: “Voi da mesi non rispondete alle diverse email su cui chiediamo chiarimenti in merito alla situazione del nostro consiglio comunale, forse dovreste preoccuparvi anche di quello. Per altri approfondimenti fatemi chiamare dal responsabile dei Comuni Luigi Di Maio“.

La riposta di Grillo – Dopo la pubblicazione da parte di Pizzarotti del carteggio, sul blog di Beppe Grillo è stata pubblicata la mail di successiva risposta: “Gentile Federico Pizzarotti, è evidente la particolare importanza della carica pubblica di sindaco di Parma da te ricoperta, ed è altrettanto incontrovertibile, in relazione alla tua notorietà acquisita anche a livello nazionale, che i tuoi comportamenti, soprattutto se riguardanti fatti commessi nell’esercizio delle funzioni di sindaco, incidono sull’immagine del MoVimento 5 Stelle, riflettendosi inevitabilmente sulla credibilità dell’azione politica del MoVimento, aspetto particolarmente delicato nell’imminenza delle prossime elezioni amministrative. Pertanto – si legge nel post –  il fatto di aver sottaciuto persino al responsabile dei Comuni del M5S l’apertura a tuo carico di un procedimento penale per reati contro la pubblica amministrazione, la cui esistenza è stata improvvisamente scoperta da notizie di stampa, ed il fatto di esserti addirittura rifiutato di inviare allo staff, all’indirizzo di posta elettronica listeciviche@posta.beppegrillo.it, la copia dell’avviso di garanzia e della relativa documentazione, adducendo pretesti formalistici in una situazione in cui vi è la massima urgenza di chiarire anche pubblicamente se vi siano o meno seri indizi di irregolarità a tuo carico, integrano comportamenti radicalmente incompatibili con la tua permanenza all’interno del MoVimento 5 Stelle e con l’uso del simbolo del MoVimento 5 Stelle da parte tua, costituendo comportamenti in radicale contrasto con la linea politica di massima trasparenza perseguita dal MoVimento 5 Stelle, e quindi in grave contrasto con il dovere di tutti gli eletti sotto il simbolo del M5S di improntare il proprio comportamento ad una leale cooperazione con le iniziative essenziali promosse dal MoVimento 5 Stelle sia nell’ambito del blog che nelle sedi istituzionali, conformandosi ai principi essenziali della linea politica del MoVimento 5 Stelle. Tali comportamenti comportano di fatto un obbiettivo boicottaggio dell’azione politica del MoVimento 5 Stelle e sono suscettibili di minare in modo grave e sostanziale la credibilità del MoVimento, unico soggetto politico i cui esponenti, sino ad oggi, hanno reso pubbliche con immediatezza le eventuali contestazioni di natura penale ricevute, dichiarandosi disponibili alle immediate dimissioni in caso dagli atti di indagine fossero emersi dubbi di regolarità sul proprio corretto operato. Ciò risulta peraltro aggravato in relazione al notevole clamore mediatico suscitato dalla vicenda, ed ai danni all’immagine del MoVimento che ne potrebbero derivare, che rischierebbero di pregiudicare l’esito di talune competizioni elettorali amministrative di imminente celebrazione. Per questi motivi vieni sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle. Se pensi che questa decisione sia basata su informazioni non corrette puoi inviare le tue controdeduzioni entro dieci giorni a questa email”