Fa discutere l’idea di dare vita al Grande fratello alla scuola dell’infanzia attraverso un’app. Le mamme e i papà dell’istituto comprensivo “Duse” di Bari, secondo il progetto della scuola, potranno collegarsi per trenta secondi al giorno con una webcam piazzata in aula per vedere il proprio piccolo. L’idea è del dirigente Gerardo Marchitelli, che ha inviato la richiesta del parere al Garante per la privacy: entro quarantacinque giorni, l’ente dovrà esprimersi nel merito. “La scuola non ha nulla da nascondere – racconta Marchitelli – Abbiamo docenti qualificati e preparati che sono pronti a mettersi in gioco ogni giorno. L’idea di offrire la possibilità di collegarsi alla scuola con lo smartphone per trenta secondi non va ad inficiare alcuna libertà d’insegnamento. Il tutto verrà fatto previa autorizzazione dei docenti e dei genitori”.
La proposta del dirigente finora è stata ben accolta anche dagli insegnanti, ma soprattutto dalle famiglie. “Spesso – spiega il dirigente – ci arrivano bambini che hanno due anni e mezzo: a quell’età il distacco è doloroso per qualsiasi genitore. Con questa iniziativa vogliamo combattere i timori, le preoccupazioni. Non si tratta di un controllo ma di un atto di fiducia, il nostro obiettivo è mostrare che offriamo un servizio d’eccellenza”.
Marchitelli non ha ancora sottoposto l’idea agli organi collegiali e non ne ha parlato nemmeno con l’ufficio scolastico regionale della Puglia, ma ha convocato i maestri in ufficio e ha colto la loro disponibilità: “Si tratta in tutto di dieci minuti al giorno se teniamo in considerazione che i genitori sono venti. Farò una sezione sperimentale: il nostro timore è vedere se i genitori sono maturi. La scuola lo è, ma spesso mamme e papà hanno un’ansia quasi patologica”.
A promuovere l’app collegata all’aula della scuola dell’infanzia è Antonio Affinita, direttore del Movimento italiano genitori: “In un momento in cui si sta scollegando quel rapporto di fiducia tra il sistema educativo e quello valoriale della famiglia a causa di una serie di notizie su docenti inadeguati, la proposta del dirigente di Bari non risolve il problema alla base, ma può essere uno strumento con il quale la scuola dà un segnale di trasparenza e attenzione. Non stiamo parlando di Grande Fratello ma di uno sguardo sulla scuola: la tecnologia oggi può dare garanzie ulteriori al genitore. E’ un modo per avere un “appuntamento” con il proprio figlio mentre si è in ufficio, mentre si è presi dall’attività quotidiana”.
La rivoluzione 2.0 del dirigente del “Duse”, a dire il vero, include anche un altro progetto che prevede un meccanismo per rilevare le impronti digitali all’ingresso della scuola. L’obiettivo è risolvere i problemi dei ritardi alla secondaria di primo grado. “In questo caso – spiega il dirigente – si tratta di un’impronta topografica della mano che verrà azionata solo dalle 8,10, dal momento in cui si va a registrare il ritardatario. Immediatamente arriverà l’sms ai genitori. Abbiamo pensato a questo sistema per comunicare in tempo reale con mamme e papà. Non è nulla di terrorizzante ma vogliamo creare sempre più collaborazione con i genitori”.