“Abbiamo votato sì alle riforme e votiamo sì al referendum, purché non venga fuori un sì cosmico contro un no cosmico”. Se Matteo Renzi da Firenze ha aperto la campagna elettorale per la consultazione confermativa sul ddl Boschi, il leader della minoranza Pd Pierluigi Bersani gli ha risposto da Bologna. La minoranza Pd ancora non ha deciso come schierarsi, ma le parole dell’ex segretario hanno dato un primo segnale di conciliazione. “Stiamo parlando di precise modifiche della Costituzione“, ha spiegato Bersani, “non di nuovi scenari politici”.

Insomma sì al referendum, a patto che non sia un voto sul governo: “Non stiamo parlando di occasioni per selezionare classi dirigenti”, ha concluso, “non cambiamo il bambino nella culla, perché sennò ne parliamo da qui a là”. Restano però i malumori dentro il partito e la tentazione di alcuni esponenti della minoranza di creare dei controcomitati per il “no” al provvedimento.

Intanto secondo una rilevazione di Euromedia Research, pubblicata in esclusiva da Affaritaliani.it, il fronte del “no” alle riforme sarebbe in vantaggio. Il 52 per cento degli intervistati ha detto infatti di essere intenzionato a esprimersi contro il ddl Boschi, mentre solo il 48 per cento è a favore. Nel sondaggio del 18 aprile, i numeri davano il sì al 51,9 per cento, mentre i no al 48,1 %.