Negli ultimi tre giorni sono sbarcati in Italia quasi 6mila migranti. Il dato, diffuso dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni sul suo sito, richiede un nuovo aggiornamento dei numeri diffusi dal Viminale tre giorni fa, secondo cui quest’anno gli arrivi via mare sono stati 24mila, il 25% rispetto allo stesso periodo del 2015. Solo venerdì, in prima mattinata, sono stati 357 gli arrivi a Messina. Oltre 4.100 migrati sono stati salvati nel canale di Sicilia nell’arco di 48 ore a partire da lunedì e nove persone sono morte. Nel frattempo, come è noto, l’Austria ha chiuso di fatto il valico del Brennero iniziando la costruzione di una barriera anti-immigrati lungo il confine con l’Italia.

“Non siamo in presenza di un’invasione o di un dramma – ha commentato Matteo Renzi, parlando in conferenza stampa a palazzo Chigi – un grande problema e chiediamo all’Unione Europea di farsi portatrice di una strategia, a partire dagli interventi per bloccare i viaggi della morte e coordinare gli aiuti in Africa”. “Mi sentirei non di dare un messaggio minimalista, non sto minimizzando niente – assicura – ma di dare piuttosto un messaggio di serietà. L’Italia è un grande Paese e affronta una problematica non nuova”. Sui numeri degli arrivi di migranti “sono un paio di centinaia di persone in più rispetto allo scorso anno”.

Il premier ha poi ribadito “agli amici austriaci” che non intende “stare a far finta di niente se qualcuno intende violare le regole europee per quello che riguarda il Brennero”, che “non è solo il tunnel che porta i nostri Paesi a essere finalmente collegati in modo rapido e veloce dopo che per secoli è stato un fronte. Il Brennero è innanzitutto un luogo di lavoro per migliaia di aziende del Nord-Est italiano. È uno strumento di lavoro e soprattutto un simbolo”.

La Commissione europea, hanno intanto fatto sapere fonti Ue, sta preparando una lettera da inviare al governo austriaco, che aveva promesso di inviare chiarimenti a Bruxelles sulla materia ma ancora non lo ha fatto. “Sull’Austria – ha detto la portavoce della Commissione per le Migrazioni Natahsa Bertaud durante il briefing con la stampa a Bruxelles – abbiamo reso chiare le nostre preoccupazioni. ll commissario Dimitris Avramopoulos ha parlato con il ministro dell’Interno Johanna Mikl-Leitner al telefono, la quale ha informato che avrebbe mandato una lettera con maggiori dettagli circa le intenzioni austriache sul passo del Brennero. Non l’abbiamo ancora ricevuta”.

L’aumento degli arrivi in Italia preoccupa il Viminale, anche se l’assenza di siriani fa pensare che per ora non ci sia stata la temuta deviazione dalla rotta balcanica – bloccata dopo l’accordo con la Turchia – a quella del Mediterraneo centrale. E’ possibile che gli scafisti in Libia, man mano che procede l’insediamento del governo di unità nazionale a Tripoli, abbiano accelerato le partenze prima di una prevedibile stretta dei controlli. “Lo staff dell’Oim ha incontrato alcuni dei profughi e ha potuto constatare che la maggior parte di loro è partita dalla Libia. Quanto alla nazionalità, molti provengono dall’Africa subsahariana. E sono in aumento i migranti eritrea”, ha dichiarato il direttore dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo Federico Soda.

Intanto, il sistema di accoglienza italiano è vicino al tutto esaurito: sono già 111mila gli stranieri ospitati. Gli hotspot attivi sono quattro (Pozzallo, Lampedusa, Trapani and Taranto) ed è in funzione anche quello mobile, con un team in partenza da Catania che si reca a fare le identificazioni direttamente sui luoghi di sbarco ed un’altra struttura sarà aperta in Sicilia entro un mese. Tra le ipotesi alla studio anche quella di una riconversione a struttura di identificazione e registrazione del Centro per richiedenti asilo di Mineo.