Caro Crozza, come sicuramente tu saprai domenica 17 aprile si voterà per il referendum sulle trivelle. Bene, tu lo sai ma probabilmente la maggioranza degli italiani no. Infatti un sondaggio di Demopolis del 30 marzo ha evidenziato che “Appena 1 elettore su 4 si dichiara informato sull’appuntamento referendario”. E i dati pubblicati dall’Agcom sul monitoraggio dei Tg di tutte le reti Rai e private, ha confermato che questo accade perché nei telegiornali fino ad ora si è parlato per pochi minuti al giorno dell’esistenza del referendum mentre, come al solito, i partiti presenti in Parlamento hanno sbrodolato per ore. E il Premier, che dovrebbe essere uno dei massimi garanti della Costituzione, ha anzi dichiarato che è giusto non andare a votare. L’Italia con questa decisione, che il referendum vuole abrogare, di prorogare a tempo indeterminato le concessioni per estrazione idrocarburi a mare guarda al passato. Obama ha fatto approvare la moratoria di nuove trivellazioni a mare, lo stesso ha annunciato la Francia.

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Caro Crozza, così Italia non costruirà una politica energetica di transizione verso una politica 100% rinnovabile! Pensa che i governi di Olanda e Norvegia hanno deciso che dal 2025 le auto a benzina e diesel saranno fuorilegge per dare il via libera alle auto elettriche, l’India lo farà a partire dal 2030. Il capo del governo svedese che la Svezia dal punto di vista energetico sarà 100% rinnovabile. E l’Italia cosa fa? Penalizza le rinnovabili e favorisce i petrolieri. Per attirare l’attenzione su questo problema, siamo al 6° giorno di sciopero della fame perché crediamo fortemente sia necessario lottare (anche con forme nonviolente come questa) per i diritti costituzionali: la libertà di informazione e la volontà popolare. Senza la prima la seconda non si realizza.

Ma veniamo a noi, cioè a te ed al motivo di questa lettera aperta. Tu, come bravo attore comico, hai la possibilità di contribuire alla diffusione dell’informazione giusta: domenica 17 aprile si vota per un referendum. Sarebbe importante è bello che nel tuo intervento di domani a Di Martedì, trasmetta questa informazione a tutti noi italiani che ti seguiamo, chiedendo di condividerla ovunque. Non c’è bisogno che tu prenda posizione, perché crediamo che i cittadini sappiano già che la posta in gioco non è una trivella in più o in meno ma il futuro energetico del nostro Paese: se debba essere fossile o rinnovabile.

Caro Crozza salva il referendum invita i cittadini ad andare a votare perché il governo sbaglia e di grosso, perché teme il voto dei cittadini. Se farai questo appello noi interromperemo lo sciopero della fame, aiutaci a non far morire di democrazia il referendum. Domani ci piacerebbe vedere metterti i dentoni e il parrucchino, alzare il dito spiegando: “Signori, il 17 aprile c’è un referendum!”. Così diventerai il baluardo della democrazia e della libera informazione in Italia. Il resto lo faranno i tanti attivisti presenti sui social condividendo il tuo video.

Un caro saluto,

Gianfranco Mascia e Angelo Bonelli