Il 25 di marzo (giorno dell’annunciazione) coincide quest’anno con il Venerdì Santo. In questa occasione si dovrebbero verificare i miracoli delle varie Sacre Spine, così definite perché proverrebbero dalla corona di spine di Gesù Cristo. In giro solo per l’Italia, ce ne sarebbero almeno un centinaio, delle piante più svariate. In cosa consiste questo miracolo? I “verbali” redatti in occasione dei diversi eventi parlano dei fenomeni più svariati. Una presunta macchia che “si ravviava”, una parte della spina che “si rigonfia” e così via. Si stanno insediando in tutta Italia delle commissioni composte da illustri accademici; ad esempio in una ci saranno un professore ordinario di Struttura della materia, un responsabile UO di Medicina Legale, un professore ordinario di Medicina Legale, un professore ordinario di Agronomia Generale, un notaio, un altro prof. di medicina legale e un prof. ordinario di Ematologia. Non è chiaro perché ci dovrebbe essere l’esigenza di certificare i miracoli. La fede si basa proprio su qualcosa che non si può dimostrare.

Il credente dovrebbe essere il primo a non avere bisogno dei miracoli, che al limite dovrebbero servire a convincere i miscredenti. Soprattutto, perché mai si dovrebbe verificare questo miracolo proprio il 25 marzo, nove mesi prima della data presunta della nascita di Gesù Cristo? È oramai accettato che la scelta del 25 dicembre come ricorrenza per il Natale sia avvenuta nei primi secoli dopo Cristo e coincide con una festività romana, il Sol Invictus. In questo periodo dell’anno le giornate iniziano ad allungarsi di nuovo, e metaforicamente questo rappresenta la vittoria della Luce sulle Tenebre. Non parliamo poi della presunta autenticità delle reliquie appartenute a Gesù o agli apostoli. Le prime testimonianze sul Gesù storico, vangeli compresi, risalgono a decine di anni dopo la sua morte. Anche ammesso che le reliquie fossero autentiche, non c’è alcuna evidenza che le potrebbe davvero legare a Gesù. Sulle reliquie cosiddette “di prima classe” è stata generata una vasta letteratura pseudoscientifica, tra cui spiccano gli studi sulla presunta autenticità della Sindone di Torino. Queste reliquie sono per lo più di origine medioevale, retaggio di un mondo nel quale per “credere” bisognava “toccare con mano”.

Ma si verificheranno davvero questi “miracoli” il Venerdì Santo? Per come li si attende, sarebbe sorprendente il contrario. Prendiamo come esempio il cambiamento di colore delle presunte macchie di sangue. A un certo punto, qualcuno vedrà che hanno una tonalità di colore diversa da prima e griderà al miracolo. Gli altri lo seguiranno. La percezione della tonalità di colore è soggettiva, e cambia con la luce. Non è un caso che i “miracoli” avvengano spesso al tramonto. Inoltre, il cambiamento di colore presume di poter ricordare esattamente la tonalità precedente, cosa tutt’altro che banale.

Per capire quanto sia facile valutare male le tonalità di colore basta ricordare la scacchiera di Adelson, un’illusione ottica del 1995 che ha sempre il suo fascino. I quadrati A e B hanno lo stesso identico colore, anche se sembrano diversi. Per evitare “falsi positivi” sarebbe necessario come minimo filmare una delle Sacre Spine continuamente con una telecamera a distanza fissa in un ambiente con la stessa illuminazione e lo stesso sfondo. Si può essere ben certi che nessuna di queste precauzioni sarà presa, e quindi ecco qui il miracolo.

scacchiera

Riflettendoci, queste strategie sono le stesse messe in atto dalle varie pseudoscienze: si attribuisce alla diversa percezione di un fenomeno naturale una valenza speciale o addirittura sovrannaturale. Molti credono che le persone stiano meglio con l’omeopatia grazie all’effetto placebo. In realtà le persone che soffrono di piccoli disturbi migliorano comunque da sole. Ben difficilmente un omeopata convinto si sottoporrebbe a una operazione maggiore sostituendo anestetici e antidolorifici a cosiddetti “medicinali omeopatici”! Credere ai miracoli può a volte non essere semplicemente irrazionale ma fonte di danni diretti. Pensiamo per esempio al cosiddetto “miracolo del sole”, che si verificherebbe in diversi luoghi tra cui uno dei preferiti è il santuario di Medjugorje. Le persone iniziano a guardare il sole senza protezione, e non sorprendentemente iniziano a vedere cose strane, ciascuno diverse. Tutti dovrebbero sapere che guardare il sole senza protezione, anche durante un’eclisse, può causare danni permanenti alla vista. Persino Papa Francesco ha giustamente espresso preoccupazione su alcuni aspetti del culto a Medjugorje.

È molto discutibile che alimentare questo bagno di irrazionalità possa essere davvero utile alla comunità, credenti compresi. Ancora prima delle nozioni, i docenti universitari avrebbero il dovere di insegnare il pensiero critico.