“Lo siento, me he dormido“. Cioè “mi dispiace, mi sono addormentato“. Il conducente dell’autobus a bordo del quale viaggiavano le tredici ragazze, sette delle quali italiane, morte nell’incidente avvenuto domenica 20 marzo in Catalogna, lo ha detto subito. Lo ha ammesso con gli uomini dei servizi di emergenza arrivati per primi sul luogo dello schianto. Lo riferisce il quotidiano spagnolo La Razon. L’uomo, 63 anni, ora indagato per “omicidio per imprudenza” secondo il codice spagnolo, è in stato di shock e lunedì mattina è stato ricoverato in terapia intensiva per una contusione polmonare. Era stato rimesso in libertà la notte scorsa dopo essere stato interrogato a lungo dalla polizia regionale catalana ed essere risultato negativo ai test sull’uso di alcol e droga. La prima ipotesi era sta dunque proprio quella del colpo di sonno, anche perché l’autobus era partito da Valencia alla volta di Barcellona poco dopo le tre del mattino.

Tutte studentesse in Erasmus le vittime italiane – Le vittime italiane sono Valentina Gallo, 22 anni, di FirenzeElena Maestrini, 21 anni, di Bagno di Gavorrano (Grosseto), Serena Saracino, torinese, che avrebbe compiuto 23 anni a Pasquetta, Francesca Bonello, 24enne genovese, Elisa Valent, 25 anni, friulana di Venzone, Lucrezia Borghi e Elisa Scarascia Mugnozza. All’alba di domenica l’autobus, con a bordo un gruppo di ragazzi in Erasmus, ha superato il guardrail e si è ribaltato sull’autostrada a Freginals, vicino a Tarragona, schiantandosi contro un’auto che viaggiava nella corsia opposta.

Tra le 13 vittime, tutte ragazze tra i 19 e i 25 anni, ci sono due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. La maggior parte dei passeggeri erano ragazzi in Erasmus perché l’escursione a Valencia in occasione della festa dei falò era stata organizzata dall’Erasmus Student Network dell’Università di Barcellona. “Quello che chiedo è che queste cose non accadano mai più: gli spostamenti dei giovani, che sono la nostra speranza e il nostro futuro, devono avvenire in sicurezza, con mezzi in buone condizioni, non alle 4 del mattino con autisti forse stanchi”, ha detto all’Ansa Alessandro Saracino, padre di Serena.

Sei connazionali tra i feriti. Due sono gravi – Ci sono italiani anche tra i 34 feriti. Quattro sono ancora ricoverati in Catalogna, uno dei quali “in condizioni più complesse”, ma i medici escludono rischi per la loro vita. Lo ha spiegato a Tortosa l’ambasciatore italiano in Spagna Stefano Sannino. I quattro, tre ragazze e un ragazzo, sono ricoverati negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona. Nell’elenco c’è la torinese Annalisa Riba, 22 anni, studentessa di Farmacia. “Stiamo fornendo, in contatto con il ministero degli esteri e l’ambasciata, l’assistenza alle famiglie dei nostri connazionali. Quattro famiglie sono già arrivate a Tortosa (la località in cui sono state portate le vittime, ndr), aspettiamo l’arrivo di altre tre famiglie. Questa mattina andremo ad accompagnare quelle già arrivate all’obitorio di Tortosa per il riconoscimento delle presunte vittime”, ha spiegato Nicoletti. Le famiglie che non hanno ancora avuto notizie possono chiamare l’Unità di crisi della Farnesina al numero 06-36225.

Una sopravvissuta: “Dormivamo tutti, svegliati dallo schianto” - “E’ stato tutto un girare e cadere. La gente gridava e piangeva. Ci siamo sentiti perduti, tutto era buio. E’ stato orribile”, ha raccontato una ragazza rimasta ferita, ora ricoverata all’ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidiano catalano El Periodico, ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. “L’ultima cosa che desidero e farli stare male. La paura che ho vissuto io è più che sufficiente”. La ragazza ha il braccio sinistro bendato e immobilizzato. Della dinamica dell’incidente non ricorda quasi nulla, perché dormiva. E’ passata dal sonno a un incubo da sveglia in qualche decimo di secondo. Al momento dell’incidente, racconta, “quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti la mattina prima, sabato, da Barcellona”. Il bus, con gli altri quattro della ‘carovana’ degli Erasmus, era partito verso le tre del mattino.

Il Papa: “Irreparabile perdita”. Renzi in Spagna - Tra i tanti messaggi di cordoglio arrivati il giorno dopo la tragedia c’è quello del Papa, “fortemente addolorato” per la “irreparabile perdita”. Nel telegramma inviato a suo nome dal segretario di Stato, Pietro Parolin, papa Francesco chiede di trasmettere il proprio “sentito cordoglio, insieme con espressioni di affetto e consolazione per i familiari”. Il Pd ha sconvocato la direzione del partito prevista per le 18, in segno di lutto. Il premier Matteo Renzi è partito per la Spagna: andrà a Tortosa a incontrare i familiari delle ragazze italiane morte e andrà all’obitorio, dove si trovano le salme.