“Dopo il fallimento Mondiale eravamo partiti con tanti bei propositi ma poi si è fatto come i gamberi. Con la Lega serie A una battaglia persa? Purtroppo ci sono situazioni in cui bisogna capire quando si è incudine o martello. In questo caso noi siamo una bella incudine e ne prendiamo atto”. A dirlo è il ct della nazionale italiana Antonio Conte in conferenza stampa a Coverciano, la prima dopo l’annuncio dell’addio come tecnico degli azzurri alla fine degli Europei 2016. L’allenatore fa riferimento alle mancate concessioni dei club su una possibile modifica del calendario, in particolare sulla data della finale di Coppa Italia fissata il 21 maggio, evidenziando la poca considerazione che si ha della nazionale.

“Sinceramente sono stato un po’ combattuto prima di decidere di lasciare il mio incarico. Quando inizi a lavorare in un gruppo e ti trovi bene diventa sempre difficile fermarsi e dire basta. Alla fine – prosegue l’ex allenatore della Juventus – hanno prevalso tante situazioni, ho ascoltato il mio cuore, così come quando ho accettato la nazionale”. Conte ha sottolineato che “la qualificazione agli Europei, lo scorso ottobre, mi ha riempito di soddisfazione. Vedere un gruppo che riusciva a fare quello che chiedevi anche in poco tempo… quello è stato un momento in cui ho valutato la possibilità (di restare, ndr). Però dopo sono passati altri quattro mesi ed è stata veramente dura sotto tutti i punti di vista. Stare quattro mesi senza fare niente e pensare che ci siano altri due anni così… sinceramente ho avvertito una difficoltà. Io sono felice e entusiasta di questa esperienza, ma so anche che farei molta fatica a stare in garage”.

“Per me il riferimento rimane sempre il mio presidente (Tavecchio, ndr): se lui mi dice che alcune cose sono state riviste io ne devo prendere atto, anche se mi può sicuramente dispiacere”, ha sottolineato Conte. La cosa che mi è dispiaciuta è vedere in questi due anni che qualsiasi cosa venisse fatta era per Conte o contro Conte e non contro la nazionale. La nazionale è di tutti, non mia, quindi qualsiasi cosa si fa all’intero movimento e al popolo italiano. Non era una cosa soggettiva, ma a volte fa più appeal andare sul nome e non sul discorso generale”. Conte ha parlato anche del suo futuro prossimo, senza però sbilanciarsi, anche se è dato per scontato che l’anno prossimo allenerà il Chelsea. “Pronunciare la parola Chelsea non è assolutamente un tabù, ma potrei pronunciare anche il nome di squadre italiane”. Intanto questa mattina c’è stato il primo allenamento degli azzurri, in vista della doppia amichevole contro Spagna e Germania, in programma rispettivamente giovedì 24 marzo allo Stadio Friuli di Udine (ore 20.45) e martedì 29 marzo all’Allianz Arena di Monaco di Baviera (ore 20.45).

Giancarlo Abete commenta la scelta di Conte – “Non è mai capitato che un commissario tecnico annunciasse ufficialmente l’intenzione di lasciare prima di un appuntamento come la fase finale di un Europeo. Si faranno le scelte a tempo debito considerando vari aspetti, con le discussioni di sempre se debba essere trovata una soluzione interna parlando di cantera. I club hanno più appeal della Nazionale anche per le risorse economiche”. Il vicepresidente dell’Uefa ed ex numero uno della Figc Giancarlo Abete in un’intervista rilasciata a Radio Onda Libera.