La festa non è abolita: il ‘pensiero’ per i papà è già in corso di lavorazione in alcune classi. Arriverà per tutti entro il 19 marzo. Sarà un disegno o un biglietto di auguri, nessuno lo sa ancora. Lo sanno solo loro, i bambini della scuola dell’infanzia di via Toce, nel quartiere Isola di Milano. Non sanno invece (e poco gliene importa) che sulla festa dedicata ai loro papà è scoppiato un caso mediatico. La ragione? Non verrà dedicato tanto tempo al classico ‘lavoretto’ fatto molto spesso più dalle maestre che dai bambini. C’è chi sostiene che la scelta sia stata dettata dalla presenza in alcune classi di piccoli che vivono con due mamme, mentre c’è chi non si è affatto meravigliato di questa decisione, presa in realtà già lo scorso anno e motivata sia dalla volontà di dedicare tempo a progetti più formativi, sia da quella di tutelare tutte le famiglie nell’ambito delle quali manca un genitore. “Il 24 novembre scorso siamo stati informati dai maestri che invece di passare ore a preparare i lavoretti di Natale, Pasqua, festa della mamma e del papà i nostri figli avrebbero portato a casa dei doni più semplici e sarebbero stati coinvolti, invece, in un progetto sulle diverse etnie: nessuno ha mostrato malcontento, anche perché la festa non è stata affatto cancellata” spiega a ilfattoquotidiano.it Matteo, rappresentante dei genitori di una delle classi della scuola d’infanzia. Dove ora c’è tensione per quella che l’assessore all’Educazione del Comune di Milano, Francesco Cappelli, ha definito “montatura” e dove un gruppo di genitori chiede silenzio e rispetto: “Non vogliamo che si faccia una battaglia politica sulla pelle dei nostri figli”.

LA SCELTA DIDATTICA E LE REAZIONI – Da gennaio ai genitori della scuola, molti dei quali provenienti da altre regioni o da Paesi stranieri, è stato chiesto di portare oggetti o foto che potessero descrivere la propria terra di origine. Ad alcuni di loro, tra l’altro, era già stato chiarito che il tempo impiegato per il progetto ‘Il giro intorno al mondo’ veniva sottratto ai lavori generalmente preparati durante l’anno per le varie festività. Che sarebbero comunque state festeggiate (come è accaduto a Natale). I bambini avrebbero portato a casa dei piccoli doni, meno elaborati rispetto a quelli degli anni passati. Niente portafoto con i colori della squadra del cuore, ma un biglietto con un disegno e una frase di auguri. La polemica è nata nei giorni scorsi, quando alcuni genitori hanno collegato la scelta alla presenza a scuola di figli di coppie gay, ma in queste ore è stato ribadito a tutti che le cose non stanno così.

LE RAGIONI DELLA SCUOLA – Nella materna di via Toce, come in molte scuole di Milano, ci sono bambini che non hanno più il papà o in cui il capofamiglia è all’estero o non è presente. E ci sono anche dei bambini che vivono con due mamme. La dirigente scolastica Carla Pagani non rilascia dichiarazioni, ma ai genitori ha fornito tutte le spiegazioni del caso. “Dalla direzione ci hanno detto – raccontano alcuni rappresentanti di classe – che la decisione è stata presa già lo scorso anno (anche se solo quest’anno è stata attuata dall’intero istituto) proprio con lo spirito di accontentare tutti i bambini, compresi quelli che vivono con il proprio papà”. Così il collegio docenti ha pensato a un’alternativa che potesse andare bene per le diverse situazioni. Tutti avrebbero ricevuto un dono, per il quale però non si sarebbero spese molte ore. A qualcuno l’idea è piaciuta, ad altri no. Ci sta.

L’APPELLO DEI GENITORI – Ma a chi sostiene che siano state rivoluzionate le abitudini di tutti per tutelare i diritti delle famiglie arcobaleno, rispondono proprio i rappresentanti di classe, che difendono l’operato della scuola: “Se il problema fosse stato quello delle coppie gay – dicono – si sarebbero trovate altre soluzioni, invece si è pensato a tutti i bambini che potessero vivere un disagio e, soprattutto, si è cercato di fare un progetto formativo di più alto valore”. Di fatto non è stata abolita alcuna festa. Tant’è che, secondo indiscrezioni, anche i figli con due mamme hanno preparato un biglietto di auguri, dedicandolo ai loro nonni. E dopo le parole dell’assessore all’Educazione del Comune di Milano, Francesco Cappelli, che aveva parlato di una “montatura” rispondendo alle polemiche dell’opposizione sulla presunta mancanza di rispetto dimostrata dalla giunta per la famiglia, in campo scendono altri genitori. Un gruppo di mamme e papà, in una nota, chiede la fine di una polemica “che danneggia solo i bambini”.