“Al momento la Regione Lombardia non si è costituita come parte civile, lo potrà fare, però, ancora nell’eventuale processo e la scelta spetta comunque all’amministrazione regionale”. Così il legale Antonella Forloni ha spiegato come mai non sia stata avanzata dall’amministrazione regionale la richiesta di costituzione di parte civile per un eventuale risarcimento danni nell’udienza preliminare a carico di 14 persone tra cui l’assessore lombardo all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia. Quest’ultimo è accusato di turbativa d’asta insieme all’ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani, che è in carcere dallo scorso ottobre anche per concussione e corruzione in appalti riguardanti la sanità, e che sarà processato con rito immediato. L’avvocato Forloni, che ha depositato la nomina per conto del Pirellone come parte offesa, ha precisato la Regione può ancora entrare nel processo come parte civile fino all’8 giugno, data in cui avrà inizio il processo a Mantovani.

Tra coloro che hanno richiesto alla Regione di costituirsi parte civile, anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Silvana Carcano. “È un’importante provocazione politica – ha chiarito l’esponente dei Cinque stelle – perché questa vicenda ha causato un grave danno all’immagine e alle funzioni della Regione e il fatto che l’amministrazione non sia entrata come parte civile è gravissimo”. E ha aggiunto: “Stanno portando avanti un sistema criminoso e la Lega non è più credibile e non difende più i cittadini lombardi”.

L’udienza preliminare proseguirà giovedì 10 marzo (udienze fissate anche per l’1 e il 5 aprile) , quando il gup Gennaro Mastrangelo deciderà sulle richieste di parti civili, tra cui quella del Ministero delle Infrastrutture. Molte difese, infatti, hanno eccepito che la costituzione del Ministero non può riguardare tutti gli imputati. Una cooperativa di trasporti nel settore sanitario, che ha chiesto di essere parte civile, ha anche già preannunciato la citazione dell’Agenzia di Tutela della Salute Città Metropolitana di Milano come responsabile civile.

L’udienza preliminare si è aperta l’8 marzo per gli altri 14 coimputati dell’ex senatore ed ex coordinatore regionale del Pdl Mantovani, tra i quali figurano anche l’ex collaboratore Giacomo Di Capua, l’ingegnere del Provveditorato Opere Pubbliche per Lombardia e Liguria Angelo Bianchi e gli architetti Gianluca Parotti e il savonese Gianluca Peluffo. Oltre a Carcano che ha presentato l’istanza per conto dei pentastellati, hanno chiesto di essere ammessi come parti civili anche il Ministero delle Infrastrutture, il Comune di Arconate (di cui Mantovani, ora ai domiciliari, è stato sindaco) e alcune cooperative che si occupano, in particolare, di trasporti nel settore sanitario.