“Se mi lasci faccio cadere l’aereo“. Sono le parole pronunciate da un pilota padovano prima di imbarcarsi alla guida di un aereo con 200 persone a bordo. E’ successo all’aeroporto di Fiumicino, a Roma, all’inizio di gennaio dello scorso anno, ma solo adesso la notizia è trapelata dalla Questura di Padova, dove ha vissuto per un paio d’anni insieme con la moglie. L’uomo, in servizio sulle rotte intercontinentali per una compagnia straniera, è stato immediatamente allontanato e sostituito da un altro pilota. Ad avvisare la polizia del pericolo di un nuovo caso Lubitz, la moglie del pilota quarantenne, da tempo in contatto con gli agenti a causa delle continue minacce del marito dopo l’avvio della separazione.

Il rapporto tempestoso tra il pilota e la consorte era già all’attenzione della Divisione Anticrimine di Padova, a cui la donna si era rivolta diverse volte perché si procedesse contro il marito con un ammonimento per atti persecutori. Erano proprio questi comportamenti che avevano spinto la donna a chiedere la separazione, una decisione che il marito non aveva affatto accettato, tentando in ogni modo di impedirle di allontanarsi da lui.

Proprio durante una delle loro discussioni, stavolta a distanza, l’uomo, ha tentato per l’ennesima volta di convincere la moglie a rinunciare alla separazione. Da Roma, prima di prendere il comando del volo per il Giappone diretto a Tokyo, dopo la telefonata ha inviato un sms in cui minacciava di togliersi la vita, facendo cadere l’aereo che avrebbe dovuto pilotare. La donna, appena letto il messaggio, ha chiamato il 113, raccontando tutto ai poliziotti che stavano seguendo il suo caso. Non è escluso che il messaggio rappresentasse una minaccia provocatoria che non sarebbe mai stata portata alle estreme conseguenze ma gli agenti, data la gravità della situazione hanno attivato i colleghi della Polaria di Roma e l’Enac. Il pilota è stato bloccato ancora prima che salisse sulla scaletta dell’aereo. La compagnia per la quale lavorava l’ha sospeso dal lavoro e indirizzato ad un ciclo di psicoterapia.

Due mesi dopo l’episodio, il caso che ha coinvolto i 150 passeggeri di un Airbus della Germanwings, quando il co-pilota dell’aereo, che soffriva di una profonda depressione, si schiantò volontariamente sulle Alpi, causando la morte di tutte le persone a bordo.