Le intercettazioni “irrilevanti” o contenenti “dati sensibili” dovranno essere estrapolate dal fascicolo al termine delle indagini preliminari. I magistrati informeranno gli avvocati che intendono chiederne la distruzione e questi se lo desiderano potranno ascoltare le conversazioni o consultare le carte (senza fare delle copie) ed eventualmente opporsi alla soppressione immediata. Sono queste le nuove disposizioni in procura a Torino per la tutela della privacy in tema “intercettazioni”. Le linee guida sono contenute in una circolare del procuratore Armando Spataro, approvata da oltre 50 pubblici ministeri riuniti in assemblea il 15 febbraio. L’obiettivo del magistrato, è stato spiegato, è tutelare la segretezza delle conversazioni che non hanno valore di fonte di prova. Mentre ancora il ministero della Giustizia deve affrontare la riforma in tema di intercettazioni (dopo l’approvazione della delega da parte del Parlamento), il documento interviene già nella direzione auspicata dal governo.

Nella pratica ci saranno numerosi cambiamenti: il pm, per esempio, nel chiedere una misura cautelare non potrà allegare tutte le intercettazioni, ma dovrà escludere subito quelle che con ogni evidenza risultano “inutilizzabili” in base al codice. Il complesso delle nuove procedure, si legge nella circolare emanata da Spataro, “vuole far rispettare i principi del contraddittorio tra le parti e il diritto di difesa innanzi al giudice chiamato a pronunciarsi, quello della inutilizzabilità di determinate conversazioni nonché la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni contenenti dati sensibili comunque non rilevanti a fini di giustizia penale”.

Le indicazioni riguardano anche la polizia giudiziaria, che non potrà trascrivere nei brogliacci le intercettazioni con dati inutilizzabili, irrilevanti e insieme contenenti dati sensibili; dovrà limitarsi a indicare, nelle informative, data e ora della registrazione, senza alcuna sintesi delle conversazioni o indicazione delle persone tra cui siano intervenute”. “Le predette linee guida – informa un comunicato del procuratore – sono state inviate anche al presidente del Garante per la protezione dei dati personali e, ai fini della diffusione tra gli iscritti, al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Torino“.