I dati sulla fruizione dei beni Culturali siciliani nel primo semestre del 2015 regalano un più 27,36% di incassi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma anche un meno 0,83 di ingressi. Per i siti gestiti dalla Regione quasi 2 milioni di introiti di più, con 16mila ingressi in meno. Insomma il problema c’è. Fondi Europei non spesi, oppure a rischio. In altri casi mal impiegati. Più in generale risorse distribuite secondo criteri imperscrutabili. Proprio come accade per il personale di custodia.

Nella provincia di Agrigento dove si è registrato un -3,75% degli ingressi, i siti sono 16, dei quali 9 gratuiti. Spiccano l’area archeologica e l’antiquarium di Eraclea Minoa, a Cattolica Eraclea, dove ci sono 21 addetti alla sorveglianza. A fronte di circa mille ingressi in meno rispetto all’anno precedente. A Sciacca, nel “piccolo antiquarium” di Monte Kronio-Stufe di San Calogero, ce ne sono 10. Lo stesso numero, a Sambuca di Sicilia, è impiegato nell’area archeologica di Monte Adranone, mentre sette sono quelli nell’area archeologica di Monte Saraceno, a Ravenusa e alla necropoli di S. Angelo Muxaro.

A Caltanissetta, dove il decremento è stato del 3,56%, i siti sono 13, dei quali 4 “chiusi temporaneamente” e 5 gratuiti. Dieci i custodi al Borgo Littorio di Gela. 10, nonostante il sito risulti chiuso da tempo. Al Museo archeologico regionale di Marianapoli, sono addirittura 18, mentre 2 ce ne sono al Complesso minerario di Trabia Tallarita, nel Comune di Riesi, che è visitabile su richiesta. Anche questo gratuitamente.

In provincia di Catania dove gli ingressi sono scesi addirittura del 22,25%, i siti sono 12. Di questi 3 sono chiusi, 1 “visitabile su permesso” e 5 gratuiti. Posto d’onore per il Museo regionale di Adrano, “attualmente chiuso per lavori”, che continua ad avere 9 custodi. Mentre l’area archeologica di Palikè, a Mineo, può contare su 5 custodi e si visita gratuitamente. 5 anche quelli all’Area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Acicatena, “attualmente chiusa per lavori”.

Ad Enna c’è un – 4,97% di ingressi, con 6 siti, uno dei quali chiuso e 2 gratuiti. Al Museo archeologico regionale di Centuripe, riaperto a marzo 2015, i custodi sono 24. A Messina, dove si è registrato un -0,02%, i siti sono 22, dei quali 2 chiusi e 12 gratuiti. 24 i custodi alla Villa romana di Patti Marina, dove c’è stato un sostanzioso incremento. 24 anche all’area archeologica di Capo d’Orlando. Meno, certo, di quelli all’area archeologica e all’Antiquarium di Tindari, a Patti, dove gli ingressi mostrano una leggera flessione. 12 all’area archeologica di Apollonia, a San Fratello, dove si accede gratuitamente come a Capo d’Orlando.

A Palermo, con un – 2,79%, i siti sono 26, dei quali uno chiuso, uno aperto su prenotazione e 10 gratuiti. 14 i custodi al castello della Zisa, a Palermo, dove ci sono quasi 3mila ingressi in meno. 8 quelli al Chiostro di Santa Maria La Nuova a Monreale, dove i visitatori in meno sono quasi diecimila.

A Ragusa, dove c’è un – 2,76%, con 8 siti, dei quali 2 chiusi con uno gratuito, ci sono 7 custodi all’area archeologica Parco Forza, a Ispica, con quasi 500 ingressi in meno. 5 quelli all’area archeologica di Cava d’Ispica nella quale c’è una leggerissima flessione. A Siracusa, con più 11,20% di ingressi, ci sono 16 siti, dei quali 5 chiusi, con 7 gratuiti. A parte i 21 custodi all’area archeologica della Neapolis, nella quale c’è un sostanzioso incremento, ci sono gli 11 a disposizione dell’area archeologica e all’Antiquarium di Megara Hyblaea, dove si entra gratuitamente e dove si è registrato un sensibile incremento. 10 quelli all’area archeologica e villa romana del Tellaro, a Noto, dove si entra gratuitamente e gli ingressi sono sostanzialmente quelli dello scorso anno.

All’area archeologica di Leontinoi e al Museo archeologico regionale di Leontinoi 9 custodi, ai quali se ne debbono aggiungere 3 solo per il Museo, “chiuso per interventi di ristrutturazione”. Nove anche quelli al Castello Maniace, a Siracusa, dove c’è stato un decremento di quasi 12mila ingressi. 6 quelli all’area archeologica al Castello Eurialo, a Siracusa, dove gli ingressi in meno sono stati quasi 3mila.  Insomma dei complessivi 129 siti, 19 quelli chiusi temporaneamente e 2 quelli visitabili su prenotazione, 53 gratuiti. Senza contare la certificata distribuzione senza criteri del personale variamente addetto alla vigilanza.

“Il problema più grande è però quello delle risorse umane. Fino a quando non ci sarà un ricambio della classe dirigente e del personale che lavora negli uffici sarà difficile immaginare un reale cambiamento”, dice Aurelio Angelini, direttore in Sicilia della fondazione Patrimonio Unesco. Sembra proprio che la Sicilia faccia di tutto per lasciare inespresse le potenzialità del suo Patrimonio culturale. A chi giovi tutto ciò è difficile da capire.

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