La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per aggiotaggio, cioè manipolazione del mercato, e ostacolo all’attività di vigilanza sull’offerta lanciata da Hitachi sulla partecipata di Finmeccanica Ansaldo Sts. L’inchiesta del pool del procuratore aggiunto Francesco Greco è contro ignoti e punta a far luce sull’operazione che ha portato alla cessione ai giapponesi, da parte del gruppo della difesa e dell’aerospazio, del 40% della società che si occupa di segnalamento ferroviario. La decisione è stata presa anche alla luce della decisione della Consob che ha rilevato una “collusione” tra venditore e acquirente mirata a sottovalutare il prezzo del “gioiello” Sts per favorire la contestuale cessione del 100% della sofferente Ansaldo Breda. Danneggiando, in questo modo, gli azionisti di minoranza di Sts. L’authority di vigilanza sulla Borsa ha deciso di conseguenza di rialzare il prezzo dell’opa su Ansaldo Sts da 9,5 a 9,899 euro.

La Procura era già stata sollecitata a indagare da un esposto della società Bluebell Partners, uno dei due fondi (l’altro è Amber Capital) che con un esposto alla Consob avevano dato il via agli accertamenti che hanno portato a rivedere il prezzo dell’opa. I due azionisti lamentavano proprio l’esistenza di un accordo collusivo mirato a ridurre l’esborso per l’opa attraverso un ‘travaso’ di parte del prezzo su Ansaldo Breda.

La Consob, nella comunicazione di mercoledì, scrive che in effetti “si è avuta evidenza che a giudizio” del management di Hitachi la valorizzazione di Ansaldo senza Ansaldo Breda “avrebbe potuto essere più elevata“. L’atto di accertamento riporta infatti una presentazione a supporto del consiglio di amministrazione di Hitachi del 10 dicembre 2014 in cui si afferma che Hitachi ritiene che se la quota in Ansaldo Sts “fosse soggetta a un processo di vendita su base stand alone (cioè da sola, ndr), il prezzo sarebbe attorno ai 12 euro per azione“. La quota è stata ceduta ai giapponesi al prezzo di 9,65 euro per azione, comprensivo del dividendo di 15 centesimi ad azione, il 24 febbraio 2015. Nell’ambito dell’operazione Hitachi ha riconosciuto a Finmeccanica, attraverso la sopravvalutazione di Ansaldo Breda, quantificata in 32 milioni di euro, una componente di prezzo aggiuntiva rispetto al prezzo concordato per l’acquisto della quota in Ansaldo Sts e comunicato dalle parti.

I giapponesi si sono difesi facendo sapere di non aver attuato “nessuna pratica collusiva in relazione all’acquisizione” e “di aver agito nel rispetto di tutte le applicabili previsioni di legge e regolamentari e, in tutte le fasi dell’operazione, nella massima trasparenza nei confronti del mercato e dell’autorità”. Secondo fonti vicine a Hitachi “12 euro ad azione non era in nessun modo la valutazione di Hitachi per Ansaldo Sts ma esclusivamente il valore espresso per Ansaldo Sts da alcuni articoli di stampa comparsi in passato”.

Finmeccanica, che venerdì ha chiuso la seduta a Piazza Affari in calo del 4,88%, in una nota conferma “la assoluta correttezza del proprio operato nell’ambito” della cessione di Ansaldo Breda e della quota di Ansaldo Sts a Hitachi, processo “che, peraltro – sottolinea la società -, mentre si svolgeva, è stato costantemente reso noto anche all’organo di controllo del mercato (Consob)”. Il gruppo “come già comunicato in data 2 novembre 2015, ribadisce di aver effettuato il closing delle operazioni” e “conferma che non sono intervenute né, avuto riferimento alla recente delibera Consob, interverranno variazioni negli effetti economico-finanziari delle operazioni già comunicati e inclusi nella Guidance 2015″.