Schema Ponzi in salsa orientale: il sistema piramidale usato dall’imprenditore americano Bernard Madoff per truffare diverse banche e circa 4.800 clienti ha colpito anche la Cina. La polizia cinese ha arrestato 21 impiegati della più grande finanziaria online del Paese, Ezubao, sospettati di aver raggirato 900mila investitori per una cifra complessiva di 50 miliardi di yuan, pari a circa 7,6 miliardi di dollari, in quella che potrebbe essere la più grande frode della storia cinese. Per incastrare la banda, la polizia ha dovuto scavare per 20 ore per portare alla luce 80 borse di documenti che i manager avevano occultato sottoterra.

I media hanno diffuso la notizia degli arresti domenica e la tv di Stato CCTV ha trasmesso le presunte confessioni di due ex dipendenti della piattaforma di prestiti peer-to-peer, diventata in 18 mesi la più importante della Cina promettendo agli investitori ritorni fino al 15% all’anno. Ma gli inquirenti hanno scoperto che circa il 95% degli investimenti offerti dalla Ezubao erano inesistenti e il denaro versato dagli investitori per entrare nell’affare aderendo a fantomatici progetti di investimento sarebbe stato invece utilizzato per ripagare debiti dei manager o finanziare spese personali, oltre che dirottato in pubblicità e investimenti fallimentari.

In manette è finito anche Ding Ning, fondatore della Ezubao e presidente del gruppo a cui fa capo, Yucheng, accusato di aver intascato 550 milioni di yuan (circa 80 milioni di euro) oltre a essersi comprato una villa a Singapore da 130 milioni di yuan, poco meno di 20 milioni di euro, e un anello con diamante rosa da 12 milioni di yuan (1,6 milioni di euro).

Il business degli investimenti online ha attratto in Cina fiumi di denaro specie dalla classe media, e negli ultimi tempi le autorità di controllo avevano messo a punto una bozza di pacchetto normativo proprio per governare le oltre 2.600 piattaforme online di prestiti peer-to-peer. Di queste, più di mille erano state definite “problematiche” dalla Commissione bancaria cinese che a dicembre scorso si era impegnata a “ripulire il mercato”.