L’ex infanta Cristina sarà processata per frode fiscale. Ad annunciarlo è il tribunale di Palma di Maiorca responsabile delle indagini contro la secondogenita di Juan Carlos di Borbone iniziate nel 2010. I giudici hanno respinto la richiesta di applicazione della “dottrina Botín“, per la quale nessuno può essere processato per crimini fiscali se non è lo stesso Stato a sostenere l’accusa, in questo caso l’Agenzia delle Entrate o la procura generale. L’accusa nei confronti di Cristina non viene da nessuno dei due ma da un’associazione della società civile, Mannos Limpias.

Il tribunale aveva già respinto un’altra richiesta, quella della difesa che chiedeva di imporre una multa all’ex infanta mandando a processo solo il marito. La principessa, se giudicata colpevole, rischia fino a nove anni di carcere. La decisione del tribunale rientra nell’ambito dell‘inchiesta sul cosiddetto “caso Nòos” che vede come principale indagato il marito dell’ex infanta, Inaki Urdangarin che se condannato rischia fino a 19 anni di reclusione. Le accuse sono di malversazione e appropriazione indebita di circa 5,8 milioni di fondi pubblici concessi alla Fondazione Noos per la promozione dello sport, commesse dalla principessa come comproprietaria di Aizoon, l’impresa di famiglia dove vennero sviati i fondi provenienti dall’Istituto.

Le tre giudici di Maiorca hanno deciso di procedere anche contro di lei considerandola al corrente delle azioni illegali del marito. Salvo colpi di scena, Cristina di Borbone prenderà posto al banco degli imputati il 9 febbraio, giorno dell’apertura del processo. Cristina ha perso il titolo di Infanta con la salita al trono del fratello Felipe: dal giugno 2014 non fa più parte della famiglia reale, che formalmente comprende solo i genitori, la moglie e i figli del monarca, pur rimanendo comunque un parente stretto del re. La decisione delle tre giudici è in contrasto con il parere del pubblico ministero Pedro Horrach, il quale ha dichiarato che “giudicare Cristina di Borbone “è un’ingiustificata forma di discriminazione”.