Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato l’arresto nei confronti del senatore Giovanni Bilardi (Ncd), coinvolto nell’inchiesta “Rimborsopoli” con l’accusa di aver speso soldi pubblici per scopi privati. Accogliendo, quindi, le considerazioni della Cassazione che nel dicembre scorso aveva annullato con rinvio il provvedimento che il gip Olga Tarzia aveva emesso a giugno, il tribunale ha revocato la misura per mancanza di attualità delle esigenze cautelari.  In sostanza, i fatti contestati risalgono al 2011 e al 2012 ed è passato troppo tempo per pretendere gli arresti domiciliari di Bilardi che, a questo punto, qualora dovesse arrivare il rinvio a giudizio potrà affrontare il processo da senatore della Repubblica.

Un risultato ottenuto grazie ai suoi avvocati, Emanuele Genovese e Saveria Cusumano, ma anche grazie a un Parlamento che ha deciso di risparmiargli l’onta dell’arresto non inserendo mai all’ordine del giorno la vicenda. Dopo aver salvato Azzolini, quindi, il Pd ha fatto lo stesso con un altro senatore Ncd nonostante la Giunta per le Immunità a settembre avesse dato il via libera all’arresto e nonostante le continue richieste della Procura di Reggio Calabria.

Tra il voto per le Riforme e quello per la legge di stabilità (per i quali il governo Renzi aveva bisogno del sostegno del Nuovo Centrodestra), in quattro mesi l’Aula non ha trovato il tempo per un voto su Bilardi le cui sorti, probabilmente, potevano avere dei contraccolpi sull’alleanza tra il Pd e il partito di Angelino Alfano. Troppo rischioso perdere un senatore.

Discorsi che, adesso, non hanno più senso anche perché la sentenza del Tribunale del Riesame di Reggio ha tolto dall’imbarazzo il Parlamento e il Partito democratico a cui, dopo aver superato l’esame da equilibrista, non resta che attendere l’esito del processo “Rimborsopoli”, nato da un’inchiesta della Guardia di finanza.

Stando alle carte inserite nell’indagine, solo nel 2012 Bilardi ha percepito 214mila euro di rimborsi spese, di cui circa 17mila solo per “oggettistica di rappresentanza”. Con i fondi del gruppo, inoltre, avrebbe pagato persino un set di valigie da 1200 euro, le consulenze ad un avvocato da 4680 euro, un iPhone 4S da 655 euro, gioielli per circa 7mila euro. E ancora: 3600 euro di giornali, il servizio a domicilio di Sky, qualche viaggio e 10 foulard da 700 euro. Il Tribunale del Riesame ha annullato gli arresti domiciliari anche per l’ex assessore regionale del Pd Nino De Gaetano.