Il gruppo Cinque stelle di Federico Pizzarotti espelle il consigliere “dissidente” Mauro Nuzzo e ora a Parma il Movimento si troverà al contempo sia in maggioranza che in opposizione. L’espulso andrà infatti formalmente nei banchi della minoranza all’interno del gruppo misto, ma continuerà a tutti gli effetti a essere parte dei Cinque stelle, a meno che dall’alto arrivi un’espulsione ufficiale. “Io ero nel M5s due minuti fa e sono nel M5s anche adesso – ha dichiarato Nuzzo dopo la comunicazione da parte del capogruppo M5s Marco Bosi – Fino a che non mi dovesse arrivare un’espulsione dal blog di Beppe Grillo, dallo staff o dal direttorio, io resto e rimango nel M5s e terrò fede ai principi della mia candidatura”.

Dopo quasi due anni di tensione e polemiche, l’iter per cacciare dal gruppo consiliare Nuzzo, ex fedelissimo di Pizzarotti che da tempo criticava la linea politica dell’amministrazione, accusando il primo cittadino di essersi distaccato dai principi del Movimento, ha avuto la sua conclusione nella prima seduta di consiglio del 2016. Il 19 gennaio il consigliere è stato informato di essere stato espulso dalla maggioranza, secondo quanto stabilito dal nuovo regolamento del gruppo Cinque stelle varato con il nuovo Statuto comunale. “Tempo fa avviai una votazione sullo stesso tema – ha spiegato il capogruppo Bosi – all’epoca non potemmo procedere perché né lo statuto né il regolamento del consiglio comunale normavano in maniera autonoma l’espulsione da un gruppo consiliare. Ora abbiamo varato un regolamento e la maggioranza ha stabilito l’uscita di Nuzzo dal gruppo”.

Durante la seduta alcuni membri del gruppo Amici di Beppe Grillo, nato in contestazione all’operato dell’amministrazione, ha protestato contro l’espulsione con tanto di cartelli con la scritta “Promesse 1000, risultati 0”, portando al sindaco “un tapiro” in stile Striscia la notizia ed esprimendo solidarietà a Nuzzo: “Il Movimento 5 stelle è da questa parte, non da quella” hanno gridato indicando la maggioranza e Pizzarotti.

Nuzzo aveva già rischiato l’espulsione nell’estate del 2014, quando una consultazione online aperta, oltre al gruppo di maggioranza, anche al meetup Parma in Movimento, aveva deciso per la sua dipartita. Allora la colpa del consigliere era stata quella di non avere votato a favore del bilancio, ma poi la procedura non era stata portata a termine. I vertici del M5s, pur non bloccando l’iter, avevano colto l’occasione per ribadire dal blog che i metodi di espulsione dai Cinque stelle rimanevano esclusiva dello staff e che comunque ogni decisione andava presa in accordo con loro, senza però intervenire nella questione parmigiana. Un atteggiamento del tutto diverso da quello tenuto nei confronti della giunta dell’altro sindaco Cinque stelle Filippo Nogarin, in cui si era arrivati addirittura a espellere i tre consiglieri di maggioranza che avevano votato contro la maggioranza sul tema rifiuti.

A Parma, dove invece ancora non è arrivato il consueto Ps del blog di Beppe Grillo, ci hanno pensato direttamente i Cinque stelle a correre ai ripari, con un regolamento che detta i principi del gruppo consiliare ducale. In questo caso, come prevede il documento, la richiesta di espulsione per Nuzzo è arrivata da nove consiglieri e a votarlo sono state 17 persone su 19. Nel regolamento, che va firmato da tutti gli eletti del Movimento in consiglio comunale, si specifica che la posizione del gruppo su delibere, odg, mozioni ed emendamenti, è presa a maggioranza durante le riunioni e che “i consiglieri sono tenuti ad attenersi a tale posizione al momento del voto”, mentre la liberà di coscienza è concessa soltanto per atti riguardanti temi etici. “E’ possibile – si legge poi – votare in difformità dal gruppo previa comunicazione motivata al gruppo durante la riunione di maggioranza, che la può ritenere accettabile o non accettabile attraverso una votazione”. Il consigliere “dissidente” nel 2015 avrebbe votato contro il suo stesso gruppo di maggioranza il 75 per cento delle volte, e questa sarebbe la principale ragione alla base della sua cacciata.

“Il regolamento – attacca nuovamente Nuzzo – non ha nessun richiamo ai principi dei Cinque stelle”. Una denuncia che è stata mossa anche dal consigliere Fabrizio Savani, unico a non votare contro Nuzzo, che si è rifiutato di sottoscriverlo e che ora potrebbe rischiare di fare la stessa fine. “Il documento per me è antidemocratico e non parla di programma – ha commentato – Detta soltanto regole, e non lo condivido”.

Nuzzo ora passerà al gruppo misto, ma il problema, ripete il consigliere, è che “io sono dei Cinque stelle”. Quindi il paradosso è servito, e forse toccherà a Grillo e Casaleggio risolvere il rompicapo, come auspica anche lo stesso primo cittadino. “Abbiamo segnalato la situazione di Nuzzo da tempo – ha commentato a ilfattoquotidiano.it Pizzarotti – Non è il posto in cui un consigliere si siede che fa la differenza, e negli effetti Nuzzo è in opposizione già da molto prima di questa espulsione, che è soltanto un atto formale. Da mesi non partecipa alle riunioni di maggioranza e non si è mai voluto confrontare con noi. In altri casi ci sono stati interventi più tempestivi da parte del Movimento – ha continuato il primo cittadino – Noi abbiamo scritto al direttorio per avere un incontro, l’ultima volta abbiamo chiesto aiuto anche a Imola, ma la risposta è sempre stata un prendere tempo. Il dubbio ora è che in futuro dall’altra parte ci possa essere un simbolo del M5s contrapposto alla maggioranza eletta, ma anche in vista delle prossime elezioni del 2017, non solo a Parma, sarà compito dei vertici dirimere le contraddizioni sull’uso del simbolo ”.