La doppietta di Ilicic, il gol più l’assist di Paulo Dybala. All’Inter basta molto meno per rispondere al bel gioco e alle ‘triplette’ di Fiorentina e Juventus. Uno spunto di Perisic, un tocco di Mauro Icardi ed ecco il nono 1-0 della stagione. Fanno dodici vittorie in diciotto partite e valgono ancora il primato. Un successo pesante perché respinge gli attacchi di Paulo Sousa e Massimiliano Allegri e dona il sorriso a Roberto Mancini dopo il ko interno contro la Lazio che regalato un finale amaro al 2015.

L’anno è nuovo, ma l’Inter è quella vecchia: cinica e vincente. Oltre che non essere mai la stessa. Anche a Empoli, i nerazzurri scendono in campo con una formazione inedita. Mentre di fronte c’è un undici collaudato e si vede. Giampaolo deve rinunciare a Tonelli ma per il resto l’impianto dei toscani è su per giù lo stesso da inizio stagione, quello che ha permesso di trovarli a sorpresa appena dietro la zona Europa. Ecco perché non c’è da stupirsi se la squadra che produce gioco non è la capolista. Nonostante – complice la squalifica di Felipe Melo – Mancini proponga in mediana Kondogbia e Brozovic accanto a Medel, la manovra nerazzurra è quella di sempre: orizzontale e lenta. Né il francese né il croato hanno la capacità di aprire il gioco con uno, massimo due tocchi. E quando la palla arriva a sugli esterni, Ljajic e Perisic lanciano lunghi e spesso infruttuosi assoli.

Mentre l’Empoli è macchina rodata e disciplinata. Il 4-3-1-2 ‘sarriano’ – modificato da Giampaolo con risultati addirittura migliori dello scorso anno – conosce solo l’attacco in verticale e palla a terra alla ricerca della porta avversaria. E quando Nagatomo e Murillo sono incerti, Maccarone e Pucciarelli, oltre a Zielinski e Buchel, possono pungere davvero. Ma devono fare i conti con Handanovic, fresco di rinnovo ma con la pancia tutt’altro che piena. La differenza è tutta qui: mentre all’Empoli non bastano tre, quattro occasioni per bucare la porta nerazzurra, a Mauro Icardi è sufficiente una bella giocata di Perisic per bruciare Skorupski e mettere la partita sui binari giusti. Accade poco prima dell’intervallo ed è l’episodio che decide la gara.

Anche perché l’Empoli è costretto ad alzare il baricentro e l’Inter ha qualche spazio in più per sfogare il talento dei suoi uomini offensivi. Producendo appena due sventagliate di Brozovic e Kondogbia, ma almeno ha modo di alleggerire la pressione portata dai toscani. Che sono pericolosi a più riprese con Saponara, Zielinski e Pucciarelli (atterrato in area da Murillo, tutto regolare per Celi). Il pressing finale è sterile. L’Inter si difende con ordine. Un tocco di Mauro Icardi è la risposta ai tanti gol di Fiorentina e Juventus. Finché dura, ha ragione Mancini.