Le serate dei primi di gennaio, tra il Capodanno e la Befana, sono, televisivamente parlando, una piccola estate, in cui la televisione gira a scartamento ridotto perché gli ascolti rastrellati non sono considerati significativi per fissare il “valore” tariffario degli spot su questo e quel canale.

Aggiungi i conduttori che ne approfittano per prendersi un intervallo, e l’assenza di incontri di calcio, e così la sera del 4 gennaio allestiva due telenovelas (su Rai1, Il Paradiso delle signore, e Canale5, Il – solito – Segreto), un telefilm (su Rete4, col solito commissario), un reality (su Rai2, Il boss in incognito, col solito Insinna, ma commutato dalla rete accanto), su Italia1 un pezzo alla Kazzenger, titolato Mistero Adventure, e un assortimento di film (Frankenweenie, di Tim Burton, su Rai 3, Codice d’onore con Tom Cruise, avvocato e dunque senza gli effetti speciali di Mission Impossible, su La7, Il matrimonio del mio migliore amico, un episodio di programmazione “pesante” su La7d). Del resto si sa che il film è un tappabuchi stagionale della tv da quando i canali hanno smesso di costruirci attorno serate a tema o cicli d’autore e/o di genere.

Ebbene, proprio un tale assortimento di ripieghi offre la più nitida occasione per vedere sul terreno dell’auditel le linee che, senza nessun evento a scompaginarle, dividono e separano fino alla impermeabilità le tribù etiche ed estetiche della comunità nazionale.

La più numerosa, pari al 35% del tutto nazionale, è quella dell’amore sognante, che si pasce di telenovelas dalla serialità corta, come Il paradiso delle signore, o interminabili come Il Segreto. Entrambe con lo stesso cocktail di pubblico dove spicca la presenza della fanciulle da 20 a 24 anni, ma anche delle loro mamme e nonne, purché abitino nel sud e non siano andate oltre la quinta elementare.

C’è poi, con una estensione pari alla metà di quello precedente, il mondo del “fico non fico”, ovvero della curiosità divertita, che ricorre a factual, reality e minestroni di meraviglie varie: ieri Pechino Express, oggi il boss mimetizzato; ieri le Storie di Miracoli oggi lo show del mistero. E qui i ventenni e gli eterni peter pan la fanno davvero da padroni.

Un cantuccio tranquillo c’è sempre per quelli del brivido (peraltro contenuto) alle prese col solito delitto imperfetto. E infine ci sono le terre d’alta quota con gli schizzinosi che piuttosto che vedersi una qualsiasi delle precedenti offerte, preferiscono rivedersi un film per il narcisistico piacere di ritrovarsi. E qui, naturalmente, dilagano le lauree.

A naso, fra questi territori non corre parola. Ognuno si guarda il suo e non è minimamente interessato a quel che interessa gli altri. È il trionfo, a dirla in breve, della commercialissima tv dei macrotarget. Ed è anche l’occasione mancata, almeno da noi, almeno finora e forse impossibile, per quella tv comunitaria che potrebbe essere il Servizio Pubblico.