Sono morte insieme nella sala parto del Sant’Anna di Torino, ospedale ostetrico e ginecologico considerato all’avanguardia in tutta Europa. Adesso il pm Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta, l’ultima di cui si occuperà prima di lasciare il servizio per andare in pensione, mentre il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha fatto sapere che nei prossimi giorni invierà degli ispettori per indagare e chiarire la dinamica dei fatti. Angela Nesta, 39 anni, al nono mese di gravidanza, si trovava al Sant’Anna dal 23 dicembre: la notte di Santo Stefano è stata ricoverata per la preparazione al parto, ma la situazione è precipitata nella notte tra il 26 e il 27 dicembre, nelle ultime fasi del travaglio. La bambina che portava in grembo alla quale già avevano dato un nome, Elisa, è venuta alla luce già morta. Un epilogo sul quale ora si concentreranno le indagini della magistratura dopo che il padre della ragazza ha definito la gestazione “bellissima, senza alcun problema“. E’ stato “qualcosa di improvviso e impossibile da prevedere“, secondo quanto ha detto Chiara Benedetto, direttrice del reparto, che conferma che “nulla aveva fatto presagire un esito così tragico”.

A seguire la donna durante la gravidanza non era stato il personale del presidio sanitario ma il proprio ginecologo. Dall’ospedale hanno spiegato che tutte le analisi del caso erano state fatte e “non era emerso niente che non andasse”. Un decorso perfettamente regolare, tanto che i familiari erano stati invitati a rincasare. Poi è successo qualcosa di imprevisto, sembra una “dilatazione improvvisa”. In sala parto, dove Angela è stata portata subito, “c’erano non meno di sette specialisti fra i migliori dell’ospedale”. La direttrice Benedetto ha sottolineato che “l’anestesista ha tentato in ogni modo di defibrillare e rianimare la paziente, sfortunatamente senza risultati positivi”.

Il padre della donna, Pietro Nesta, dopo la morte della figlia si è scagliato contro il personale medico dell’ospedale tanto che i carabinieri, già presenti per svolgere le incombenze più urgenti dell’indagine, sono dovuti intervenire per evitare che la situazione si complicasse. “Voglio sapere cosa è successo”, ha detto. “L’ultima volta l’ho vista ieri pomeriggio” ha raccontato poi “aveva un dolore all’addome. Pensavo fosse normale per il parto, che era previsto per oggi. Poi i medici ci hanno detto, prima a me e poi al suo compagno, Francesco, di andare a casa“. Da allora Pietro e Francesco non hanno saputo più nulla fino all’annuncio della morte della figlia e della nipote. I carabinieri hanno già sequestrato le cartelle cliniche e identificato tutti i presenti al momento del parto. Si aspettano adesso i risultati dell’autopsia prevista per oggi.