Raffaele Guariniello tra pochi giorni andrà in pensione ma il suo pool continuerà a lavorare. Lo ha deciso il capo della procura di Torino, Armando Spataro, che ha istituito un bando per coordinare il pool del magistrato torinese, le cui competenze comprendono la sicurezza sul lavoro e la tutela del consumatore. Il concorso è interno ed è rivolto ai magistrati dell’ufficio di Guariniello.

Il magistrato ha deciso di andare in pensione rinunciando al ricorso contro il provvedimento del governo che ha riportato a 70 anni l’eta massima di permanenza in servizio. Guariniello in ogni caso a marzo compirà 75 anni, il vecchio limite per il pensionamento, e quindi il termine del suo lavoro è anticipato solo di tre mesi. Lascia dopo quasi cinquant’anni di carriera, prima come pretore e poi come procuratore. In quei ruoli ha svolto inchieste importanti sulla sicurezza dei lavoratori, dei malati e dei consumatori: quella sulle schedature dei dipendenti Fiat, quella sul rogo della ThyssenKrupp o sulle malattie provocate dall’Eternit; e ancora quelle sul doping nel ciclismo e nella Juventus e quella più recente sul caso “Stamina“. L’obiettivo di Spataro va proprio nella direzione di non disperdere il lavoro portato avanti in questi anni da Guariniello.

“Mi dimetto perché la magistratura è in difficoltà – aveva dichiarato dopo la decisione di dare le dimissioni – Una difficoltà provocata dalle carenze del personale e dalle lentezze. C’è un certo senso di disaffezione ed è difficile portare avanti i processi, vanno piano e poi subentra la prescrizione. Il mondo della magistratura mi ha dato moltissimo – ha poi aggiunto mi ha permesso di lavorare molto e liberamente, e mi ha anche illuso un po’: ho cercato di fare il bene delle persone più deboli. Abbiamo avuto un’epoca davvero felice. Abbiamo avuto decenni di grandi attività, ma ora non c’è più entusiasmo“.