Gian Luca Garetti, medico di medicina generale e psicoterapeuta, si occupa da anni degli intrecci tra ambiente e salute. Fa parte di Medicina democratica e dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment) ed è attivo nel laboratorio politico per Unaltracittà. Questa la sua analisi sullo spostamento dei mercati generali fiorentini accanto al nuovo inceneritore. La frutta e la verdura che mangiano i fiorentini saranno presto stoccati sotto le pericolose ciminiere del nuovo inceneritore di Case Passerini.

Un pessimo futuro per la qualità del cibo che mangiamo se nessuno fermerà le scellerate decisioni degli amministratori pubblici locali che prevedono lo spostamento della Mercafir, i mercati generali fiorentini, nell’area di massima esposizione alle emissioni del costruendo inceneritore (vedi la mappa).

mappa inceneritore firenze

Sui terreni liberati, a Novoli, sarà costruita la Cittadella viola e il nuovo stadio voluti dai Della Valle: un’altra grande opera indispensabile per il profitto di pochi; un altro nastro da tagliare per l’ipertrofia egoica di qualcuno. Mancava proprio nella Piana fiorentina un altro grande attrattore di traffico e un altro po’ di cemento. Altro che stop al consumo di suolo, retorica con la quale i dominanti cercano di addomesticare l’opinione pubblica. È questo l’equilibrio di cui parla il presidente della Regione Toscana Rossi quando ragiona della risistemazione della Piana per far passare il progetto Renzi-Carrai del nuovo aeroporto? E il rischio sanitario, oltre alle merci, si estende evidentemente ai residenti della zona e agli operatori dei mercati già tutti contrari all’operazione, anche, va detto, per ragioni commerciali.

Il ‘Protocollo di monitoraggio epidemiologico, degli effetti a breve e lungo termine, sulla salute della popolazione residente nelle aree circostanti il costruendo termovalorizzatore di Case Passerini’, a cura del Dipartimento di Prevenzione della Asl 10, Sos di epidemiologia, in collaborazione con Arpat (Allegato 1, pag 10-11) dice, in sintesi: “I dati di letteratura mostrano che l’attenzione agli eventi avversi per la salute umana nelle popolazioni che vivono nei dintorni degli inceneritori si deve focalizzare su: tumori totali ed alcuni specifici tumori (in particolare linfomi non Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli); alcuni effetti avversi per la salute riproduttiva (in particolare alcune malformazioni congenite, gemellarità, basso peso alla nascita)”. 
 
Tutte queste potenziali ricadute sulla salute sono diretta conseguenza delle diossine, del particolato, dei metalli pesanti emessi dall’inceneritore fiorentino: “per tutti i composti cancerogeni, non è possibile individuare una soglia di concentrazione al di sotto della quale l’esposizione possa essere considerata priva di rischi” Qualità dell’ambiente urbano – XI Rapporto (2015) – Capitolo 6 Ispra Stato dell’Ambiente. E così anche i vegetali del mercato come: cavolo, rucola, spinaci, bieta, lattuga, basilico, prezzemolo etc. potranno presentare livelli non trascurabili di cancerogeni, come IPA (idrocarburi policiclici aromatici), e anche metalli pesanti, vedi cadmio, piombo, arsenico, nichel, dovuti alla deposizione del particolato atmosferico proveniente dai fumi dell’inceneritore.