Dentro al rettangolo di gioco è considerato una belva, sia per la ferocia con la quale si batte in campo che per la capacità di rubare palloni agli avversari. Fuori è un ambientalista convinto, sempre in prima linea per combattere le violenze e le prepotenze. David Pocock, un ragazzone di ventisette anni è quindi molto più che un giocatore di rugby. Vice campione del mondo con l’Australia negli ultimi Mondiali d’Inghilterra, titolare inamovibile dei Brumbies dal 2013, è considerato una delle terze linee più forti dell’intero pianeta. Dietro a questo nome divenuto simbolo per tutti gli amanti della palla ovale si nasconde tuttavia un cuore grande, quello di un giovane impegnato da sempre per le cose in cui crede.

Nelle scorse settimane a seguito della pausa concessa in attesa dell’inizio della nuova stagione di Super Rugby, Pocock non ci ha pensato due volte a tornare immediatamente ad allenarsi. Così ha fatto rotta verso lo Zimbabwe (suo paese natale, da cui si allontanò in tenera età a causa dell’instabilità politica), dove si è allenato con i Maliangwe; le guardie forestali del Paese impegnate in difesa di una specie di rinoceronte in via d’estinzione. Per l’occasione Pocock non ha voluto perdersi ogni singolo allenamento caratterizzato per altro da un rigido addestramento mentale.

Insieme alle guardie si è sottoposto a una preparazione durissima con l’obiettivo di impedire la caccia ai rinoceronti. Da diversi anni infatti la caccia a questi enormi animali è vietata nel Paese africano, tuttavia l’avorio dei loro corni è diventato sempre più prezioso e di conseguenza i bracconieri più affamati. “È stato molto bello trascorrere del tempo con ragazzi che si spendono in questa importante missione”  ha raccontato il campione degli Wallabies, che già nel corso della Coppa del Mondo, aveva sollecitato Sir David Attenborough, uno de pionieri dei documentari ambientalistici a intervenire concretamente sul problema.

Battaglie importanti e condotte con coraggio per le quali il rugbista in passato si è fatto persino arrestare pur di ribadire la convinzione del suo pensiero. Un anno fa, per impedire l’apertura di una fabbrica di carbone nel Nuovo Galles del Sud, si è incatenato a un’escavatrice e dopo dieci ore di protesta è stato fermato dalla polizia locale insieme ad altri sei manifestanti. Il motivo della contestazione era il continuo utilizzo di combustibili che liberano l’anidride carbonica, pericolosa per la foresta circostante. Sempre per il suo attivismo, questa volta contro l’omofobia, nella primavera del 2015, denunciò l’arbitro Craig Joubert a causa dell’utilizzo di insulti omofobici durante un incontro di Super 10. In segno di solidarietà con le coppie omosessuali, Pocock e la compagna Emma Palandri, hanno sempre affermato di non voler registrare legalmente il proprio matrimonio, sino a che l’Australia non concederà alle coppie dello stesso sesso di unirsi. Niente risse o alcool quindi, anzi un lottatore, sia dentro che fuori dal campo. Un campione da ammirare.