Il “tesoro” dei coniugi Seramondi, freddati nella loro pizzeria la mattina dell’11 agosto a Brescia, è ancora una volta nel mirino degli investigatori. La Guardia di Finanza, infatti, ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per sproporzione, di 630mila euro riconducibili alla coppia. Il denaro è relativo al periodo 2010-2014 e non sarebbe mai stato dichiarato. Due persone sono indagate per riciclaggio: si sarebbero intestate due cassette di sicurezza con delega ad operare in favore di amministratori della società.

Ma la cifra rappresenta solo una parte del patrimonio in nero di Francesco “Frank” Seramondi, nella disponibilità anche della moglie Giovanna Ferrari, che ammonta – secondo quanto accertato dalle indagini – a 844mila euro in contanti, trovati a casa dei coniugi, dal figlio e in alcune cassette di sicurezza: frutto di incassi non dichiarati all’Erario.

Il tesoretto non è comunque collegato al duplice omicidio per il quale sono stati arrestati un pakistano titolare di una pizzeria concorrente a quella dei Seramondi e un complice di origini indiane. Pochi giorni dopo il loro fermo altre due persone sono state arrestate perché considerate complici dei killer.