Le persone senza fissa dimora in Italia sono salite a 50.700, dalle circa 47mila del 2011. E la condizione tende sempre più spesso a diventare cronica: se quattro anni fa il 28,5% restava senza casa per meno di tre mesi, oggi quella percentuale è scesa al 17,4%. Al contrario, è aumentata dal 27,4 al 41,1% la quota di quanti sono per strada da più di due anni e dal 16 al 21,4% quella di chi lo è da oltre quattro anni. È quanto emerge da un’analisi Istat condotta in 158 Comuni italiani: si tratta della seconda indagine sulla condizione delle persone in povertà estrema, realizzata in seguito a una convenzione tra l’istituto di statistica, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (Fiopsd) e Caritas italiana. La stima si basa sugli utenti delle mense e dei ricoveri notturni ed esclude i minori, i Rom e tutte le persone che, pur non avendo una dimora, sono ospiti in forma più o meno temporanea presso alloggi privati.

Il numero complessivo è salito tra 2011 e 2014 dal 2,31 al 2,43 per mille della popolazione iscritta presso i comuni. Quanto alle caratteristiche, si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%) e persone con meno di 54 anni (75,8%), anche se, a seguito della diminuzione degli under 34 stranieri, l’età media è aumentata da 42,1 a 44 anni. Solo un terzo ha almeno il diploma di scuola media superiore. Cresce rispetto al passato, dal 72,9 al 76,5%, la percentuale di chi vive solo. Poco più della metà (il 51%) dichiara di non essersi mai sposato. La quota di persone senza dimora che si registra nelle regioni del Nord-ovest (38%) è del tutto simile a quella stimata nel 2011, così come quella del Centro (23,7%) e delle Isole (9,2%); nel Nord-est si osserva invece una diminuzione, dal 19,7% al 18, che si contrappone all’aumento dall’8,7% all’11,1% nel Sud

Milano e Roma accolgono ben il 38,9% delle persone senza dimora: 23,7% nel capoluogo lombardo, una quota in leggera flessione dal 27,5% del 2011, e 15,2% nella capitale. Palermo è il terzo comune dove vive il maggior numero di persone senza dimora: il 5,7%, in calo rispetto all’8% del 2011. Seguono Firenze (3,9%), Torino (3,4%), Napoli (3,1%, in aumento rispetto all’1,9% del 2011) e Bologna con il 2%.

Nel 2014 erano 768 i servizi di mensa e accoglienza notturna per le persone senza dimora nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta la rilevazione. Rispetto al 2011, il numero è diminuito del 4,2%: i servizi di mensa passano da 328 a 315 e le accoglienze notturne da 474 a 453. Tuttavia, se si considerano le prestazioni (pranzi, cene, posti letto) mensilmente erogate si osserva un aumento del 15,4%, da 749.676 a 864.772, soprattutto per le mense, dove l’aumento è stato pari a circa il 22%. Ne deriva che, complessivamente, i servizi attivi nel 2014 hanno erogato, in media, più prestazioni di quelli che erano attivi nel 2011: da 1.226 pasti a 1.553 per le mense e da 733 posti letto a 829 per le accoglienze notturne.