I cittadini francesi che segnalano i connazionali evasori saranno favoriti. O meglio, retribuiti. Largo alla delazione, insomma. “Il progetto è allo studio”, ha ammesso Michel Sapin, ministro delle Finanze, in un’intervista pubblicata sabato dal quotidiano Le Parisien. Ha fornito addirittura una scadenza: la misura potrebbe decollare già nella primavera 2016. In sostanza il Fisco francese darebbe un contributo a chiunque denunci casi di evasione fiscale. Sì, ma in che termini? “Di sicuro non lo faremo in percentuale rispetto alle cifre recuperate grazie a queste denunce – ha precisato Sapin -. Siamo più propensi a una remunerazione forfettaria”.

L’idea, ovviamente, sta già scatenando polemiche in un Paese dove il ricordo della delazione sugli ebrei nella Francia occupata e in quella di Vichy è ancora forte. E viva la vergogna per tutto quello che fu il collaborazionismo con i nazisti, a suon, appunto, di spiate. Yann Galut, deputato socialista, collega di partito di Sapin, è l’autore in Parlamento di un progetto di legge che punta proprio alla protezione degli informatori del Fisco su questioni di evasione. Ma lui stesso ha subito manifestato scetticismo. “Incoraggiare le persone a fare delazione con un contributo – ha dichiarato – significa prendere dei rischi, soprattutto riguardo alla possibilità dei falsi allarmi. Gli informatori possibili non devono trasformarsi in cacciatori di taglie”.

Da sottolineare: ancora fino a una decina di anni fa, in Francia questi contributi per stimolare la denuncia di evasori fiscali esistevano già. Ma poi la pratica era stata abbandonata. Ora che il Paese si ritrova in ristrettezze di budget mai viste e nella necessità di ridurre il deficit trovando però le risorse per affrontare l’emrgenza terrorismo, Parigi vuole all’apparenza ritornare alle vecchie abitudini.

Ma a quale livello le spiate saranno possibili? Anche quelle di un singolo e semplice cittadino sul proprio vicino di casa? Secondo fonti del ministero delle Finanze, “ci limiteremo solo agli “affaire” di grande entità”. Vengono in mente personaggi come Hervé Falciani, all’origine dello scandalo (a livello europeo) di Hsbc, o come Stéphanie Gibaud, dipendente della banca Ubs, che ha denunciato il suo datore di lavoro per evasione fiscale. Si calcola che grazie alle due vicende il Fisco francese abbia recuperato più di dieci miliardi di euro. “Non ho fatto quello che ho fatto per divenire milionaria – ha commentato la Gibaud -. Ma di sicuro coloro che hanno informazioni interessanti da fornire in questo ambito oggi non hanno voglia di diventare come Falciani, che vive protetto dalla polizia, o come me, che sono praticamente morta a metà, almeno dal punto di vista professionale”.