“C’era una signora che prendeva uccelli e si è candidata lo stesso. La Cicciolina. Fatemi capire, io sarei peggio della Cicciolina? Se ci è arrivata lei, non vedo perché non posso arrivarci io”. Così Francesco Sicignano, il pensionato 65enne che il 19 ottobre scorso ha sparato e ucciso il ladro entrato nella sua villa di Vaprio d’Adda, risponde a David Parenzo, durante La Zanzara (Radio24), in una fibrillante polemica incentrata sulla sua candidatura alle prossime elezioni amministrative di Milano con Forza Italia. “Mi chiamano “il killer di Vaprio D’Adda”?” – continua – “Di quello che scrivono non me ne frega niente, tanto i giornalisti sparano sempre più cazzate. Io non mi sento assolutamente un killer, ma scherziamo? Ho deciso di entrare in politica, perché, se vado in giro a parlare da solo, non mi dà retta nessuno e nessuno mi ascolta. Ho scelto, ho ponderato e ho detto: in Forza Italia i valori ci sono e coincidono coi miei”. E aggiunge, nel clou dello scontro dialettico con Parenzo: “Sul problema della sicurezza, che ho vissuto sulla mia pelle, penso di essere un po’ più esperto di quel signore lì che parla, altrimenti inviti a casa sua 3 malviventi all’una e un quarto di notte, si faccia le sue esperienze e poi discutiamo ad armi pari. Altrimenti lui non è in grado di parlare con me”. Sicignano poi spiega alcune sue dichiarazioni contestate, come l’invito ai ‘rastrellamenti’: “Come al solito, i giornalisti sono bravi solo a scrivere parole del tipo ‘rastrellare’ e ‘gnocca’. Per rastrellamento io intendo questo: rastrelliamo, troviamo un delinquente e lo mandiamo in carcere. Sapete cosa hanno fatto i carabinieri in questo mese nelle mie zone?” – prosegue – “Hanno fatto rastrellamenti a tappeto, ma purtroppo non possono arrivare dappertutto. In alcuni locali c’erano 30-40 albanesi, romeni, marocchini tutto il giorno a giocare alle slot machine e a spendere soldi… dove cazzo li prendono non lo sa nessuno. Ebbene, dopo l’arrivo dei carabinieri, quei bar lì oggi sono vuoti”. E ribadisce le sue accuse alla stampa: “Ci vuole un maggiore controllo del territorio, perché poi chi rischia la pelle non sono quelli lì che scrivono panzanate, ma quelli che stanno in casa a dormire in pace. Io oggi, dopo 50 anni che mi sono rotto i coglioni di lavorare e ho fatto questa casa, che era il sogno della mia vita, mi ritrovo nella mia abitazione dietro le sbarre come un carcerato. Non mi sta bene ‘sta cosa qua e finché avrò fiato urlerò. Poi scrivete tutte le panzanate che volete. A me non me ne frega una mazza”. Il pensionato lombardo precisa: “La storia della gnocca? Io in verità ho usato un verbo al passato: ‘mi piaceva la gnocca’. Ormai è un ricordo, ho la prostata, sono un po’ anziano e vado in giro col pappagallo. Che cazzo vuoi trombare alla mia età? Al massimo faccio il ‘fischietto’. Berlusconi? A me piace come politico e come persona, perché ha sempre mantenuto le sue promesse: con lui a mia madre è aumentata la pensione, l’Imu è stata tolta, hanno fatto la quarta corsia sull’A4. Renzi? Non riesco a capire se è carne o pesce. Quando uno parla, io lo devo capire. Ma Renzi non riesco a comprenderlo, sarà una mia deficienza”. Poi difende la libertà di possedere un’arma per legittima difesa: “Sul numero di omicidi in America dicono stronzate. Se non decidevo di avere un’arma in casa, con quei malviventi che facevo? Gli spruzzavo la schiuma da barba in faccia?