Le Comunali di Roma, dopo Alfio Marchini, trovano la candidatura di Stefano Fassina. Ex Pd, oggi deputato di Sinistra italiana, uno di quelli che sta cercando di costruire una sinistra a sinistra del Pd. “Ci metto la faccia”, dice senza alimentare polemiche dopo il sostegno annunciato da Pippo Civati, ex compagno di partito, al presidente dei Radicali italiani, e consigliere comunale uscente, Riccardo Magi. “La proposta di Civati mi ha stupito molto. Ma spero che con Magi si possa fare squadra.

Quindi si candida?
Sì, ci metto la faccia. Propongo la mia candidatura che andrà ovviamente verificata con le mille realtà dell’associazionismo presente nella città, con le forze economiche e sociali, con quelle politiche. Ho iniziato ieri incontrando i volontari di Baobab e ho avuto la conferma delle risorse presenti in città. Roma ha gli anticorpi per riprendersi.

Alcune idee su Roma?
Non è casuale chepartiremo da Ostia, l’epicentro della crisi di legalità a Roma. Il nostro punto di vista saranno le periferie, il luogo sociale e urbano dal quale guardare alla città. Anche Renzi parla delle periferie. Peccato che Renzi si fermi agli slogan perché, sull’Imu, concede uno sgravio da 1,5 miliardi a quelli che hanno gli attici a piazza Navona.

Altre idee?
La prima è la riorganizzazione radicale delle istituzioni, con l’elezione diretta dei consiglieri della Città metropolitana e la trasformazione dei municipi in Comuni. L’altra grande questione è il debito di Roma. Dobbiamo ristrutturarlo perché è insostenibile e impedisce qualunque politica di sviluppo.

Ristrutturare come? Chi paga?
Va ridotto l’onere del debito capitolino sul bilancio. Roma è questione nazionale e ci vuole uno sforzo da parte di tutti i creditori a cominciare dalle banche ma anche il contributo del bilancio nazionale.

Che giudizio dà dei due anni di Marino?
C’è stata una fase in cui l’amministrazione Marino ha segnato una discontinuità con la giunta Alemanno e con quanto, poi, è emerso dal lavoro della magistratura. Penso a Malagrotta o ai provvedimenti sull’urbanistica. Dopo, però, c’è stato un limite esiziale, l’incapacità di coinvolgere la città.

Marino farà parte del suo progetto?
Coinvolgeremo le energie che lo hanno affiancato negli atti di discontinuità. Con Marino dobbiamo dialogare.

Vi siete già sentiti?
Gli chiederò un incontro presto come lo chiederò anche a Rutelli e Veltroni.

La sua lista fa parte di un percorso a sinistra. Siete alternativi al Pd?
A Roma, Torino, Napoli sicuramente sì. In altre realtà, come a Cagliari, possiamo lavorare insieme. Speriamo anche a Milano anche se Giuseppe Sala non è compatibile con noi.

Conferma l’ipotesi di appoggio al M5S?
Noi siamo un soggetto politico autonomo e quindi puntiamo a vincere le Amministrative. Se non riusciamo ad arrivare al ballottaggio non escludo, non solo a Roma, la possibilità di sostenere il M5S.

Si candida anche per una leadership nazionale della Sinistra italiana?
Il mio è un impegno per Roma. Se verrò eletto in consiglio comunale ci rimango. Per la leadership nazionale ci sarà una fase costituente aperta, partecipata. La leadership viene dopo.

Se però farà un buon risultato…
I risultati contano ma la partita nazionale si gioca su un altro terreno.

Da il Fatto Quotidiano di venerdì 27 novembre 2015