senato 675

Nessuna stretta sui canoni neri, a proposito di locazioni, secondo la Legge di Stabilità: due giorni fa ha approvato un emendamento che punterebbe a rafforzare la battaglia contro i pagamenti in nero.

Non sarà così, secondo l’Unione Inquilini, che di contro alza la voce per  denunciare come quell’emendamento non serva a nulla: di fatto non fa che riproporre quanto era già previsto dall’articolo 13 della legge 431/98, e dunque non va a incidere sui canoni neri perché si riferisce in modo esclusivo ai contratti scritti e registrati.

Ma veniamo all’emendamento di cui sopra. Sostiene “nulla ogni pattuizione che intende determinare un importo del canone di locazione che sia superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato”.

Aggiunge, inoltre, che nei casi in cui sia nullo “il conduttore con azione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell’immobile locato, può chiedere la restituzione delle somme corrisposte in misura superiore al canone risultante dal contratto scritto e registrato”

E’ Franco Mirabelli (Pd) a porre la prima firma per questo emendamento. Il senatore dovrebbe mirare a evitare gli abusi, eppure non saranno sanati i casi pregressi. Mirabelli spiega che una norma precedente secondo la quale erano previste agevolazioni per chi denunciasse il nero e’ stata bocciata dalla Corte Costituzionale.

Ma perché l’approvazione di questo emendamento non sarà efficace?

“Questo emendamento – dichiara Massimo Pasquini, Segretario nazionale Unione Inquilini – rischia di non avere alcun effetto reale sul mercato degli affitti in nero. Mercato che vede – precisa  – 950.000 appartamenti sottratti al mercato legale, introiti per 5 miliardi di euro per i proprietari evasori e un mancato introito le casse dello Stato dall’Irpef di almeno 1,5 miliardi di euro. L’emendamento – aggiunge Pasquini – di fatto riproduce quanto già previsto dalla legge 431/98”.

Per quanto riguarda la questione dei contratti verbali? “L’emendamento – spiega – avrà un effetto pari a zero in quanto non affronta la questione dei contratti verbali ovvero del 90% dei contratti illegali. Come si evince dall’emendamento questo interviene solo sui contratti scritti e registrati  per i quali si paga una somma superiore a quanto previsto dal contratto “scritto e registrato” ovvero si dimostra da parte dell’inquilino di avere pagato oltre quanto pattuito. Ci sembra che la montagna abbia partorito il topolino e non capiamo l’esultanza da parte dei senatori Pd presentatori dell’emendamento. Voglio augurarmi – conclude Pasquini – che la Camera dei deputati sappia affrontare la questione in maniera più incisiva rispetto a emendamenti ad effetto placebo. Questo se si vuole davvero contrastare il nero.”

Di fatto, dunque, l’emendamento non si rivolge ai contratti verbali che resteranno fonte di introiti illeciti ed esentasse.