La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, e altre 30 persone, tra cui Karima El Mahroug, nell’ambito del fascicolo cosiddetto ‘Ruby ter’. E molte delle “olgettine” accusate di aver testimoniato il falso nei processi a carico dell’ex Cavaliere e, nel Ruby bis, di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Spetterà al gup decidere se il leader di Forza Italia dovrà affontare un nuovo processo.

Il 30 giugno, il procuratore aggiunto Pietro Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio avevano chiuso le indagini a carico dell’ex premier e di altre persone e oggi è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio.

Silvio Berlusconi è stato assolto in Cassazione nel processo principale, che lo vedeva imputato di prostituzione minorile e concussione. Sul fonte del Ruby bis, la Cassazione ha disposto un nuovo processo per Fede e Minetti, accusati di aver procurato ragazze per i festini di Arcore, che poi venivano retribuite da Berlusconi in cambio di prestazioni sessuali.

Il terzo imputato, l’ex agente tv Lele Mora, aveva rinunciato a ricorrere in cassazione dopo la condanna in appello a sei anni e un mese, in continuazione con il reato di bancarotta per il crac della sua Lm Management. Il nuovo fronte – il Ruby ter – è stato aperto dalla Procura di Milano che ha ritenuto false numerose testimonianze in favore di Berlusconi e degli imputati nel bis, in un periodo in cui l’ex presidente del consiglio continuava a retribuire diverse ragazze chiamate a deporre.

Sono indagati per corruzione in atti giudiziari anche l’avvocato Luca Giuliante e la stessa Ruby, che avrebbe percepito, stando alle indagini, circa 7 milioni di euro dall’ex Cavaliere in cambio del suo silenzio ai processi. Altri 3 milioni di euro, da quanto è emerso dalle indagini, dalle email, dalle intercettazioni, da messaggi e scambi su Whatsapp, sarebbero andati invece ad altre ‘Olgettine’, che avrebbero aggiustato i loro racconti sulle “cene eleganti” dell’ex Cavaliere. Nelle scorse settimane, su richiesta della Procura, il gip aveva archiviato invece la posizione di altri 13 indagati tra cui gli avvocati di Berlusconi e parlamentari di Forza Italia Niccolo Ghedini e Piero Longo. I pm la scorsa settimana hanno anche chiesto di archiviare la posizione della funzionaria della questura di Milano Giorgia Iafrate, che affido Ruby ancora minorenne a Nicole Minetti.

La notizia dell’ennesima tegola giudiziaria su Berlusconi provoca una raffica di reazioni in Forza Italia. Debora Bergamini, responsabile comunicazione del partito, tira in ballo addirittura gli attentati di Parigi. La richiesta dei pm arriva “guarda caso proprio nel momento in cui il leader dei moderati italiani torna sulla scena pubblica in un momento così grave per l’Italia e l’Europa tutta”, afferma. “Evidentemente il richiamo all’unità delle migliori forze del Paese per fronteggiare il vero nemico, il terrorismo di matrice fondamentalista islamica, non è così importante per certa magistratura, più impegnata a convogliare tempo e risorse contro il presidente Silvio Berlusconi”.

Il parlamentare Renato Brunetta parla di “barbarie”, mentre per Maurizio Gasparri si è di fronte a un “accanimento contro il nemico” Berlusconi. Anche il senatore azzurro aggiunge: “Con tutte le emergenze criminali e terroristiche che si devono fronteggiare, per qualcuno la priorità resta la lotta togata a chi si considera un avversario politico”.