È antidemocratica e ha azzerato il diritto di voto delle società. Non usano giri di parole i delegati del Comitato regionale della Campania nel ricorso presentato al Tar del Lazio contro la modifica dell’articolo 9 del regolamento della Lega Nazionale Dilettanti. Perché quella norma transitoria ha cambiato le carte in tavola circa la procedura per l’elezione del nuovo presidente della Lnd, Antonio Cosentino, e ha di fatto reso “parziale” e “indiretta” l’applicazione del “principio di democrazia interna”. Il 23 settembre il presidente della Figc Carlo Tavecchio, su proposta del Consiglio federale del 30 agosto, aggiunge quattro paragrafi in grassetto alla norma che disciplina l’elezione del nuovo presidente del suo ex regno, già retto pro tempore da Cosentino dopo le dimissioni di Felice Belloli per le frasi offensive sulle calciatrici. La firma arriva dopo aver “preso atto dell’unanime condivisione da parte dei Presidenti dei Comitati regionali”. Attenzione, è un dettaglio di non poco conto.

Fatto sta che prima dell’autografo di Tavecchio sarebbero state le assemblee regionali, dove sono rappresentate tutte le società, a eleggere i delegati e, soprattutto, a designare i papabili alla carica di presidente. Invece la modifica transitoria, una norma ad hoc per l’elezione svoltasi il 24 ottobre, ha previsto che le candidature venissero espresse direttamente dai consigli direttivi. Tagliando fuori le assemblee, quel presidio di democrazia invocato dalla Campania. Ma c’è di più. Per comprendere fino in fondo questa storia bisogna partire da alcuni giorni prima, quando si verifica un evento che spiega fino in fondo perché la Campania abbia deciso di ricorrere al Tar del Lazio, che deve ancora discutere nel merito e ha respinto la sospensiva dell’assemblea elettiva, svoltasi a porte chiuse a fine ottobre e vinta da Cosentino, candidato unico. E anche colui che il 14 settembre ha firmato il commissariamento del comitato campano per ‘irregolarità gestionali’. Dalle casse della Campania sarebbero infatti scomparsi 400mila euro. La Procura di Napoli indaga da qualche mese sul presidente deposto Enzo Pastore e sul tesoriere Domenico Cerbone. Però secondo la perizia calligrafica disposta dal pm – come raccontato da ilfattoquotidiano.it – le firme di Pastore sotto gli assegni che hanno generato l’ammanco sarebbero false. Tuttavia Cosentino a metà settembre allontana Pastore e di conseguenza decade il consiglio direttivo. Così nel processo di scelta del candidato alla guida della Lnd la Campania è rappresentata dal commissario Paolo De Fiore.

Il punto, fanno notare le società campane nel ricorso, è che senza quel commissariamento – basato su una perizia della Labet, società privata che ha verificato i flussi finanziari – l’unanimità dei presidenti richiamata da Tavecchio nella delibera con cui è stata modificato l’articolo 9 non sarebbe mai stata raggiunta. Pastore, infatti, nel giorno dell’elezione di Felice Belloli aveva annunciato uno strappo rispetto alla “linea Tavecchio” che di certo la figura di Cosentino, oggi, non ricuce. Così si espresse un anno fa: “Il presidente Tavecchio sostiene di non aver indirizzato i consensi. Ma, intanto, Vito Tisci e Felice Belloli si sono dichiarati e proclamati candidati, entrambi in nome di Tavecchio, a ventiquattr’ore di distanza l’uno dall’altro. Ancora: il presidente Tavecchio ha riunito tre candidati alla presidenza, escludendo Luigi Repace (presidente dell’Umbria, nda). E sono state chiuse le porte di quella riunione a cinque Comitati Regionali della Lega Nazionale Dilettanti, che non erano estranei, non erano avulsi dal sistema – disse circa un anno fa – Cinque Comitati non invitati a una riunione a Milano: riunione, fatto senza precedenti, alla presenza del neo-eletto presidente Figc. È evidente la conseguenza: il nostro invito a una Lega Dilettanti che sia autonoma”. Ora la Lnd è nelle mani sicure di Cosentino, 75enne ex presidente del Comitato Calabria attaccato nel giorno della sfiducia a Belloli proprio da Pastore perché presente ma silente quando venne pronunciata l’offesa alle calciatrici (si difese dicendo di essere in bagno in quel momento, ma dal verbale non risulta). Al timone, Cosentino, resterà fino alle prossime elezioni federali, dove Tavecchio conta ancora di riuscire a candidarsi. E i Dilettanti, i ‘suoi’ Dilettanti, pesano per il 34 per cento dei voti.